Basilica San Pietro Tuscania

Gli antichi romani costruirono molte strade che, per secoli, permisero di collegare Roma con tutta l’Italia ed il mondo allora conosciuto. Insieme ai tuscani costruirono anche la strada Clodia che collegava l’Etruria interna.

In diversi punti – scrive Mauro Loreti – la si può ancora vedere nel territorio di Tuscania. In particolare, nella strada vicinale delle Crocette che collega la Croce della salita di San Pietro con la provinciale Tuscanese, si può ammirare un tratto della strada romana che passa proprio sotto l’abside della chiesa nel colle della Civita.

Il nome di questa via riporta alla mente i Longobardi, infatti questo popolo resse l’antica città di Tuscana per duecento anni prima dell’arrivo dei Franchi di Carlo Magno , in quanto nella fronte dei loro capi morti ponevano proprio una crocetta aurea. Queste crocette venivano cucite sul sudario che copriva nella tomba il volto del defunto. Il panorama in questa zona è bellissimo! Passeggiando per questa via viene alla mente che, per ben quattro volte, sia all’andata come al ritorno, fu utilizzata da Carlo Magno nei suoi viaggi a Roma.

Carlo Magno “rex Francorum et Langobardorum” da Siena procedeva verso Saturnia e, attraverso la Clodia, passava per Tuscania e raggiungeva Roma. La Clodia era una strada sicura e controllata dai Longobardi mentre l’Aurelia s’impaludava e la Cassia era soggetta ad alluvioni.

La prima volta fu nel 774, il sei aprile giunse a Roma dal papa Adriano I° e ne ripartì nel mese di giugno per tornare a Pavia. Allora la longobarda Tuscania diventò possedimento dei Franchi. La seconda fu alla fine del 780 e se ne andò all’inizio del 781. Nel 787 i Franchi cedettero allo stato pontificio del papa Leone III° Tuscania, Viterbo, Tarquinia, Bagnoregio e Sovana. La terza avvenne nell’autunno dell’anno 800: il 24 novembre era a Roma. La notte di natale dell’800 fu incoronato (era un uomo maestoso, quasi sessantenne, con la statura da gigante e la forza del guerriero, con i bianchi capelli e la barba curata; i presenti eslamarono:” Carolo Augusto piissimo, a Deo coronato magno et pacifico Imperatori Romanorum, vita et victoria! “A Carlo Augusto piissimo, incoronato da Dio e portatore di pace e grande Imperatore, vita e vittoria!”) e lì rimase fino al 7 aprile 801 quando, transitando ancora per Tuscania, tornò al Nord. Nacque allora la società europea continentale, mediterranea e cristiana. Dopo secoli di difficoltà vi fu la rinascita carolingia nell’economia e nella cultura.

Infatti Carlo Magno restaurò l’Europa giuridicamente, culturalmente ed artisticamente ispirandosi ai principe cristiani del Vangelo: la buona Novella! Il Professore Roberto De Mattei ha scritto:” Quella che fu un tempo la Cristianità oggi è sotto gli attacchi dei nemici esterni ed interni e noi attendiamo con trepidazione un nuovo giorno di Natale, un giorno di nascita e di resurrezione per la società intera!”

Molti ritengono che l’umanità si sentirà unita quando riscoprirà le antiche radici del Cristianesimo per essere figli della terra e del cielo. San Giovanni Paolo secondo disse che “la grande figura storica dell’imperatore Carlo Magno rievoca le radici cristiane dell’Europa, riportando quanti la studiano ad un’epoca che, nonostante i limiti umani sempre presenti, fu caratterizzata da un’importante fioritura culturale in quasi tutti i campi dell’esperienza. Alla ricerca della sua identità, l’Europa non può prescindere da un energico sforzo di recupero del patrimonio culturale lasciato da Carlo Magno e conservato lungo più di un millennio.”