BOLSENA – “La campagna per “salvare” l’isola Bisentina (#saveisolabisentina) lanciata in questi giorni sulla rete con un appello al ministro Franceschini è certamente da sottoscrivere e speriamo che ottenga dei risultati.

 

Altrettanto opportuno però è fare delle considerazioni ulteriori sulla vicenda che riguarda l’isola (e anche la Martana) e in generale sulle “contraddizioni” dell’intera area del lago di Bolsena. In proposito, in primo luogo è inevitabile chiedersi come sia possibile che un patrimonio di così alto valore ambientale e storico-artistico, e principalmente le isole, sia ancora lasciato senza alcun vero e globale progetto di pianificazione territoriale e valorizzazione economica e quindi di risorsa occupazionale. L’ultimo programma di tal genere è stato il Sistema museale che risale a circa trenta anni fa.

 

Più volte ho tentato, attraverso i mezzi disponibili, di richiamare l’attenzione su questo tema sollecitando i sindaci ad avviare un piano comune per il lago di Bolsena da finanziare con fondi europei e, per questo obiettivo, continuo ancora a sostenere che la fruibilità delle isole del nostro lago sia un elemento molto importante per lo sviluppo dell’economia turistica dell’intera area. Le amministrazioni locali – sostenevo allora e ripeto ora – devono puntare a costruire reali e consistenti opportunità di crescita per il rilancio del turismo e dell’economia puntando con coraggio su progetti forti e innovativi: opere di tutela ambientale (collettore e depuratore), una vera pista ciclabile attrezzata circumlacuale, percorso archeologico e catacomba di Bisenzio, recupero dell’abitato medievale di San Lorenzo Vecchio sulla Francigena, museo subacqueo del “Gran Carro” tra Bolsena e Montefiascone (di cui esiste già un progetto), palazzo delle Tradizioni e del Gusto della Tuscia nella struttura ex Colonia “Concetti”, ecc. Il caso dell’isola Bisentina, ma anche della Martana con il percorso di Amalasunta, è purtroppo emblematico della realtà immobile e improduttiva che caratterizza il lago di Bolsena: ci si mobilita giustamente per salvarne il patrimonio storico-artistico, ma in realtà da anni quest’isola così affascinante, che ancora ha anche le “acque territoriali”, è chiusa al pubblico e alle visite guidate. Non si tratta di “togliere” la proprietà ad alcuno, soltanto di rendere un bene culturale di tale valore un’opportunità per il territorio e per tutta la collettività, che in vario modo nel corso dei secoli ha contribuito a realizzarlo.

 

Credo che un’apertura al pubblico per visite guidate, controllate e “accompagnate” da idonei servizi, o per manifestazioni culturali, sarebbe un fondamentale elemento per l’offerta turistica della zona: oggi ci si avvicina all’isola soltanto con imbarcazioni private e qualche sbarco avviene in maniera furtiva. Fatte tali considerazioni, senz’altro sarebbe opportuno che il Ministero per i beni culturali intervenisse e che al tempo stesso si stipulasse un accordo con le proprietà per garantire forme di tutela e fruizione con sostenibili e moderne finalità produttive”.

 

Antonio Quattranni

 

Isola Martana

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