VITERBO – Venerdì 11 ottobre 2019, alle ore 17, nella sala conferenze di Fondazione Carivit a palazzo Brugiotti in via Cavour, presentazione del libro di Edilio Mecarini, “Poesie in dialetto viterbese e in lingua italiana” (Davide Ghaleb Editore; a cura di Marco D’Aureli). L’incontro chiude il sipario sulla seconda edizione di “La léngua vitorbese. Concorso a premi per la miglior poesia in dialetto locale” dedicato proprio alla memoria di Mecarini.

Per l’occasione verrà ufficialmente lanciata la terza edizione del premio (2019-2020, bando per le classi quarte e quinte delle scuole primarie del capoluogo e bando senza limiti d’età) dedicato a Enrico Canevari: autore, quest’ultimo, nei primi anni ’20 del XX secolo, del delizioso e popolarissimo poemetto vernacolare “La Bella Galiana”.

L’appuntamento è per venerdì 11 ottobre alle ore 17. Nella sala conferenze di Fondazione Carivit. Fresco di stampa, verrà presentato al pubblico il volume di Edilio Mecarini, “Poesie in dialetto viterbese e in lingua italiana” (Davide Ghaleb Editore; a cura di Marco D’Aureli), realizzato con il patrocinio di Fondazione Carivit e il contributo del Comune di Viterbo, assessorato alla cultura.

Dopo i saluti istituzionali di Marco Lazzari, presidente di Fondazione Carivit, del sindaco di Viterbo Giovanni Arena e dell’assessore alla cultura Marco De Carolis, per ricordare la straordinaria figura poetica e umana di Mecarini interverranno tutti coloro che hanno contribuito al lavoro di ricerca per la realizzazione del volume: Alessandro e Bruno, figli del poeta; il decano della poesia dialettale viterbese Ostelvio Celestini (presidente onorario della giuria del premio, che di Edilio fu amico e discepolo); Massimo Mecarini, giurato del premio e presidente del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa (nonché nipote del poeta); Giancarlo Gabbianelli (già sindaco di Viterbo, amico fraterno di Mecarini e suo compagno di militanza politica); Franco Giuliani, presidente di Tuscia dialettale e giurato del premio; Marco D’Aureli, curatore del volume. Nel corso del pomeriggio, un altro dei giurati del premio, l’attore Pietro Benedetti declamerà alcune poesie tratte dal libro. Maestro di cerimonia, Antonello Ricci.

Per l’occasione verranno ufficialmente lanciati i due bandi per la terza edizione (2019-2020) del concorso a premi per la migliore poesia in dialetto locale “La léngua vitorbese”: quello riservato agli alunni delle classi quarte e quinte delle scuole primarie del capoluogo e quello senza limiti d’età. Per le scuole saranno ai nastri di partenza, anche quest’anno, le scuole Fantappié, Canevari, Volta e Grandori.

Il premio “La léngua vitorbese” è organizzato dalle associazioni “Tuscia dialettale” e “Comunità narranti” in collaborazione con Davide Ghaleb Editore. Gode già del patrocinio del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa e del Comune di Viterbo. Con l’iniziativa si vuole incoraggiare nei cittadini la pratica della poesia in dialetto, indirizzando quest’ultima al rinvigorimento e alla valorizzazione di un più alto sentimento – orgoglioso e cordiale al tempo stesso – di appartenenza all’identità linguistica viterbese e quindi di dignità civica.

Il premio sarà dedicato quest’anno alla memoria di Enrico Canevari (1861-1947) colui che per primo, negli anni tra le due guerre mondiali, con il divertente e popolare poemetto “La Bella Galiana” (1923) ed altre poesie in dialetto viterbese, dimostrò le potenzialità espressive e letterarie del nostro vernacolo. Di ceto borghese, il viterbese di Canevari dialoga affabilmente col romanesco dei coetanei Pascarella e Trilussa.

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