ACQUAPENDENTE – Lo spettacolo “Zio Vanja” di Duccio Camerini che oltre allo stesso Duccio vedrà protagonisti sul palco Francesca Sgherri e Maria Vittoria Pellecchia, inaugurerà Domenica 6 Marzo alle ore 17.30 gli appuntamenti teatrali di Marzo presso il Teatro Boni di Acquapendente.

 

“La Compagnia teatrale la “Casa dei Racconti” con le musiche di Alkimusika”, sottolinea in una nota informativa di presentazione lo stesso Camerini , “presenterà un grande classico del teatro moderno. “Scene di vita di campagna” scriveva l’autore per definire il suo testo, che ancora oggi resta per fortuna indefinibile, al di là di facili scorciatoie e catalogazioni televisivo-contemporanee. Una tragedia sommessa ma in fondo ridicola, una commedia a volte triste. Chissà.

 

Tutto il teatro di quest’uomo morto solo a quarant’anni, dopo aver speso una vita tra onestà, impegno e futilità, una vita densa come quella di un ottantenne, tutto il suo teatro è ancora oggi non incasellabile, e ha aperto la strada agli assurdi di Backett, Pinter, etc. Ancora oggi sentiamo Cechov come il più giovane ed irrisolto dei nostri autori. Infatti questo ragazzo invecchiato, che arrossiva quando incontrava Tolstoj, doveva proprio all’ossimoro della sua esistenza la sua principale energia creativa: lui era due persone, aveva due età, era ragazzo ma anche uomo. Era ingenuo e disincantato.

 

In lui la “linea d’ombra” di Conrad non era così facile da trovare. Forse ogni giorno aveva la sua nuova linea d’ombra, che lui doveva scavalcare. Il nostro spettacolo parla proprio di questo: dell’età che ognuno di noi ha, in rapporto ai suoi pericolosi sogni ed al tempo che passa silenzioso. C’è una linea, una porta, che prima o poi si chiude dietro di te, incasellandosi in una forma, proprio quello che per tutta la vita Cechov ha fuggito per sentirsi al di sopra della morte. Il tempo della forma è la vecchiaia, la vera vecchiaia, quella che limita i nostri movimenti interni ed esterni. Antoscia Cechonte, questo era il suo nomignolo d’arte da giovane, quando sperimentava i suoi primi racconti, ha fregato la morte, morendo prima di farsi incasellare. Vecchio non ci è diventato mai”.