La rassegna stampa rappresenta per molti una preghiera laica del primo mattino, la spremitura di tutte le informazioni del giorno prima a ben cominciare la giornata di lavoro dopo aver acquisito tutte le notizie necessarie. Il termine rievoca ancora un lavorio spedito di evidenziatore e carta di giornale, una raccolta di trafiletti ed editoriali per tenere traccia di tutti i commenti su un determinato argomento. Insomma, viene in mente un lavoro analogico che è piuttosto distante, in realtà, dalla trasversalità di strumenti di cui oggi si avvale un addetto stampa per realizzare la sua rassegna.

Rivoluzione dell’era digitale

Anche chi non fa parte degli addetti ai lavori potrà facilmente immaginare che il lavoro dell’ufficio stampa, nella specifica funzione della rassegna, si sia evoluto in qualcosa di estremamente diversificato rispetto a quanto avveniva prima dell’era digitale. Oggi sotto l’ombrello dei media informativi raccogliamo i siti d’informazione delle grandi testate, gli organi di informazione nati sul web e tutta la miriade di blog con più o meno fama che trattano qualsiasi argomento, a questi si sono poi unite le testate “social first” ovvero quelle che prima di tutti hanno inteso che da un certo punto in poi il traffico sarebbe arrivato soprattutto da facebook e co. E ancora le newsletter, i video su You Tube, i post su Instagram, difficile elencare tutte le bocche di fuoco dell’informazione oggi.

Carta ed evidenziatore

Innanzitutto continua a mantenere il suo ruolo fondamentale la carta stampata che vede sempre in Milano e Roma i centri principali delle grandi testate. Professionisti, aziende ma anche semplici lettori possono continuare a restare sul pezzo grazie alla distribuzione di mazzette di quotidiani e riviste nella città capitolina, così come a Milano e in molte altre parti d’Italia grazie ad imprese che si occupano proprio di questo: un’azienda, ad esempio, molto grande che svolge funzioni molto diverse può richiedere vari tipi di abbonamento e scegliere diversi orari di invio, una personalizzazione quasi totale che fa parte dell’ammodernamento del business in questione.

Aggregatori di notizie

Uno degli strumenti più utilizzati nell’ambito editoriale per tenere varie testate sotto controllo è Feedly, un programma che permette sia un’iscrizione gratuita sia tutta una serie di funzioni premium come la condivisione in team delle notizie e un più rapido caricamento degli articoli. In pratica ogni testata e blog sul web può essere raggiunta a questo programma che mostrerà in un’unica pagina tutte le notizie che verranno pubblicate man mano. Ovviamente è poi possibile ricercare un articolo per parole chiave e mettere in evidenza le parti che ci interessano, ma è molto importante per chi sa già cosa consultare e così può farlo grazie ad un solo programma.

Occhio alle notifiche

Giornali e testate online sono però solo una parte di tutto un universo informativo che sarebbe impossibile da scandagliare tutto ogni giorno, anche per un interno ufficio stampa. Per fortuna non sono solo aumentate le fonti ma anche i servizi che aiutano a raccogliere le informazioni, anzi, le citazioni.

In tal senso uno strumento molto interessante è Mention che permette di sapere ogni qualvolta qualcuno cita noi, la nostra azienda o i nostri prodotti sui social e in generale sul web, a seconda di come impostiamo gli alert. A proposito, un servizio piuttosto simile è quello free offerto da Google Alerts, il colosso del web che appena scova la parola chiave che abbiamo impostato ci restituisce una notifica mail, e c’è da fidarsi se a effettuare questa operazione è chi possiede il motore di ricerca più grande del mondo.

Chiudiamo infine con Feeder, uno dei migliori aggregatori di feed RSS sul mercato, ottimo tra l’altro anche per gestire gli alert di Google. Con la piccola estensione (gratuita) sul nostro browser possiamo essere aggiornati in tempo reale sulla eventuale presenza di nuovi contenuti web contenenti le parole chiave che abbiamo inserito. La sintesi perfetta di come la rassegna stampa sia ormai da tempo non più un processo riservato alle prime luci dell’alba ma un lavoro costante che più viene automatizzato e meno grava sulla routine di lavoro quotidiana.