CAPRAROLA – La rivoluzione che ha investito il mondo della comunicazione con l’avvento delle prime radio libere, entrate sulla scena italiana alla metà degli anni Settanta, viene raccontata con “La quarta onda” dalla compagnia teatrale Quelli del Martedì alla vigilia di uno dei crocevia più sanguinosi ed oscuri della storia repubblicana come l’eccidio di via Fani e il rapimento del presidente della Dc Aldo Moro. Con i riflettori puntati sulla composita folla che brulicava, ieri come oggi, nei sotterranei della Suburra capitolina: giornalisti in cerca di verità in un’Italia che già allora iniziava, in maniera ancora inconsapevole, a ragionare in termini di post verità, malavitosi padroni del territorio, investigatori con falso accento anglosassone impegnati a smontare e a rimontare fatti di cronaca giudiziaria, operai di paese in cerca del classico minuto di celebrità a buon mercato.

Roma, 15 marzo 1978. Mentre il quarto governo Andreotti si apprestava a ricevere il voto di fiducia, per la prima volta con l’astensione del Pci, al cinema spopolava la “Febbre del sabato sera” e un giovanissimo Antonello Venditti conquistava la vetta della hit parade con “Sotto il segno dei pesci”, il giornalista Mino Petroselli (Angelo Pecorelli) si trova in mezzo al guado. Lo spazio di approfondimento che conduce in radio assieme all’investigatore Johnny Ponzoni (Franco Borgna) ha un indice di ascolto poco lusinghiero e su quella fascia oraria hanno già messo gli occhi i colleghi Tiberio Marino (Gabriele Rita), Rosanna D’Amato (Stefania Marcelli) e Michelangelo Fava (Federico Bruziches). 

Il gruppo, che si è consolidato durante gli anni tumultuosi seguiti al 1968, è tenuto insieme da un segreto inconfessabile che nei momenti di tensione torna puntualmente a galla. E quando arriva in redazione una lettera minatoria con tanto di proiettile, ad alzare ulteriormente la temperatura ci pensano il malavitoso Cicorietta (Alessio Mascagna) e due incauti giardinieri di Caprarola, Silvestro moneta (Gigi Moneta) e Tonino Narduzzi (Simone Narduzzi), questi ultimi invitati in trasmissione come fans di Franco Califano, allora al top della fama, con il particolare poco trascurabile che delle canzoni del Califfo non conoscono neanche una strofa. In un crescendo di colpi di scena che culminano in un misterioso omicidio, i due malcapitati finiscono per scoprire a loro spese che, nel nuovo mondo dominato dall’audience, la realtà non è più quella che si vede. 

Gli autori Angelo Pecorelli e Alessandro Morganti, alla regia con Franco Borgna, scelgono una redazione giornalistica e una data chiave per raccontare la “Quarta onda”, quella delle radio libere, che anticipa di una generazione le modalità comunicative dell’epoca social, dalla condivisione dei contenuti alla possibilità di esprimere ogni opinione senza alcun tipo censura davanti ad un pubblico potenzialmente illimitato. Si ride molto, ma le forme della comicità vengono inserite nel cuore di un congegno narrativo dove la verità cambia continuamente di segno, fino a trasformarsi in una sorta di trappola ad orologeria che ricorda da vicino uno degli ultimi capolavori di Fritz Lang, “L’alibi era perfetto”. 

Il periodo storico è stato ricostruito con cura quasi filologica: dalle musiche all’abbigliamento, dai dialoghi alla scenografia, neanche un tassello finisce fuori posto. I tratti inquietanti della storia sono disegnati con grande intelligenza: sotto la maschera di Mino Petroselli si nascondono i lineamenti di Mino Pecorelli, giornalista assassinato nel 1979 prima di pubblicare uno scoop sui finanziamenti illeciti al sistema politico, mentre la puntata speciale a cui si fa più volte riferimento è dedicata al rapimento di un conte che richiama alla memoria quello del duca Massimiliano Grazioli Lante della Rovere, il cui riscatto fu all’origine delle fortune criminali della Banda della Magliana. La stessa figura di Cicorietta rievoca i tratti dei boss più feroci del gruppo criminale che si apprestava alla conquista della Capitale. 

Presso Teatro Scuderie Palazzo Farnese (Caprarola)

Posti disponibili per giovedì 30 marzo ore 21.00 – Ultima data domenica 2 aprile – Per maggiori informazioni e prenotazioni: 338.6003567