E’ andata in scena qualche settimana fa l’edizione capitolina di Enada, la fiera italiana dedicata al settore del gambling. Nel corso della tre giorni sono state presentate alcune delle novità che invaderanno il mercato del gioco a inizio 2019. Non solo.

L’appuntamento ha fatto da sfondo anche a diversi incontri dedicati alle norme entrate in vigore la scorsa estate. Protagonista di “Amusement, presunto colpevole: un dibattito sull’equivoco”, per esempio, è stato il cosiddetto fenomeno del ticket redemption.

“I giochi d’abilità possono essere assimilati al gioco d’azzardo? La domanda è retorica, ma le norme sono purtroppo lacunose – leggiamo nel comunicato distribuito alla stampa durante la kermesse –. Inoltre, le visioni spesso contrapposte sui disturbi chiedono di fare chiarezza sul fenomeno, ancora poco studiato dal punto di vista della propensione alla dipendenza”.
Con i termini ticket redemption, che possiamo tradurre come riscatto dei biglietti, sono indicate quelle macchinette che non erogano vincite in denaro, bensì distribuiscono lunghe ‘strisce’ di tagliandi equiparabili a dei bollini oppure a dei punti. Quando il giocatore ne ha raccolti abbastanza può decidere di convertirli in premi e maggiore è la quantità in suo possesso più importante sarà il valore del premio che potrà richiedere. A differenza delle slot machine o delle video lottery, le macchinette del ticket redemption sono accessibili a chiunque e spesso fanno bella mostra nei centri commerciali e nelle sale giochi.

Ed è per meglio studiare il rapporto che intercorre fra questo passatempo e i suoi utenti, soprattutto quelli in giovane età, che è stato affidato all’Università Roma Tre un progetto della durata di un anno e finanziato da Sapar Service, New Asgi e Consorzio Fee.

“Uno studio che permetterà di valutare i comportamenti dei giocatori e le loro attitudini in modo tale da poter stimare se possono arrivare comportamenti successivi o aggiuntivi che possono sfociare nell’azzardo e che potrebbero essere appunto causati dalle ticket redemption” la spiegazione fatta da Maria Francesca Renzi, professore ordinario facente parte del Dipartimento di Economia Aziendale all’Università Roma Tre, e riportata da Jamma.it.

Qualcosa di più sapremo nella prossima edizione di Enada, quella in programma a marzo 2019 in quel di Rimini. Allora lo studio avrà già mosso i primi passi e i suoi curatori potranno indicare tempi certi per avere delle prime risposte.

Ma all’edizione primaverile di Enada scopriremo anche se le previsioni fatte per quest’ultimo scorcio di anno dagli operatori del settore saranno coincise con i comportamenti messi in atto dai giocatori.

Non c’è dubbio che gli utenti siano diventati sempre più esigenti e organizzati.
L’avvento di internet, difatti, non ha semplicemente traslocato le case da gioco dal mondo reale, o offline, a quello virtuale, o online. I loro frequentatori hanno dato vita a vere e proprie community per discutere dei vari operatori confrontandoli fra loro, per scambiarsi pareri su questo o quel gioco, per comparare strategie più o meno vincenti.

Insomma, anche nel gambling online, così come successo in altri settori, sembra manifestarsi quel fenomeno indicato dal filosofo francese Pierre Lévy come “intelligenza collettiva” e riassumibile nella frase “nessuno sa tutto, ognuno sa qualcosa, la totalità del sapere risiede nell’umanità”.

Ecco quindi nascere ed espandersi comunità specializzate in giochi con le carte. Non a caso quella che è passata alla storia come la prima poker room online oggigiorno non ospita più tavoli verdi dove mettersi alla prova contro altri giocatori o software, bensì è diventata una piazza virtuale dove trovano cittadinanza le regole e le strategie del gioco di carte più famoso al mondo. Ci sono poi portali dedicati ai cosiddetti e-sport, con elencati i record più singolari mai registrati e le schede-profilo dei giocatori più forti al mondo. Anche i casinò online hanno i propri critici. Se un tempo una sala da gioco poteva essere valutata per la sua storia, i suoi arredi, le persone (più o meno famose) che la frequentavano adesso, come possiamo facilmente scoprire digitando sui motori di ricerca starcasino recensioni, viene ripercorsa la storia della casa da gioco, fornite informazioni sui vari tipi di bonus (da quelli di benvenuto a quelli legati alle ricariche del conto gioco), spiegato passo dopo passo come aprire un profilo utente, elencati i vari passatempi a disposizione (sottolineando quelli eventualmente in modalità live), per concludere, riportate le varie strade per prendere contatto con l’assistenza clienti oppure il supporto tecnico.

Senza scordare che, prima di ogni altra cosa, viene indicato se l’operatore sia autorizzato a operare sul mercato italiano. Perché i casinò online o i bookmaker con regolare licenza AAMS, acronimo che sta per Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato, offrono un ampio numero di garanzie ai player: dall’affidabilità delle sessioni di gioco alla trasparenza nelle transazioni economiche sul conto utente, senza scordare i servizi messi a disposizione per far sì che tutte le attività non oltrepassino i confini del gioco responsabile.

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