VITERBO – La venerazione verso la Madonna Liberatrice rappresenta la più antica devozione mariana dei Viterbesi , poiché è da quasi sette secoli che essi invocano sotto questo titolo la Madre di Dio nella Chiesa della SS. Trinità. Essa cominciò ad essere venerata con culto solenne il 28 maggio 1320, a seguito della protezione accordata dalla Madre di Dio alla Città dei Papi, funestata da violente calamità naturali e da gravi discordie civili. Per solennizzare tale consacrazione, la Magistratura, postasi a capo del movimento popolare, fece dono al Santuario di una riproduzione in argento della Città . L’interesse costante del Comune di Viterbo per la sua Liberatrice è confermato dagli antichi Statuti, e quello del 1344 stabiliva che la sua festa si celebrasse ogni anno, con tutte le modalità che si osservavano nelle più grandi solennità.

 

Domenica 31 maggio, in ossequio alla tradizione, Viterbo tributerà solenni onoranze alla Protettrice della Città. La processione, preceduta dal saluto del sindaco Michelini muoverà alle ore 18,30 da Piazza del Plebiscito per concludersi al Santuario cittadino della SS. Trinità con la benedizione del Vescovo diocesano Mons. Lino Fumagalli. L’effigie della Vergine, trasportata dai “Fedelissimi della Liberatrice”, verrà scortata dai Cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e accompagnata dal clero , dalle confraternite della Parrocchia di Sant’Andrea a Pianoscarano e del Gonfalone, e dai fedeli. (c)

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