Un poetico incontro fra Gabriele d’Annunzio e la scrittrice Gérard d’Houville”, di Marco Papacchini.

Liberamente tratto dal carteggio intercorso tra i due scrittori e dal loro corpus poetico. Il filo conduttore dello spettacolo si basa sull’ispirazione della poesia, in modo particolare quella amorosa, e sulla conseguente forza espressiva del verso poetico. Nella manifestazione si alternano varie forme d’arte: la recitazione, la poesia, la musica e la danza.

La breve storia d’amore tra Gabriele d’Annunzio e Marie Louise Antoniette de Heredia, sposata con lo scrittore Henri de Régnier, si svolge tra l’estate 1913 e la primavera del 1915. Marie è una scrittrice di talento, con lo pseudonimo Gérard d’Houville (sceglie un nome maschile, tanto per confondere le acque dei suoi pensieri… e il cognome della madre) pubblica varie poesie e alcuni romanzi. Nel 1918 le viene conferito il Gran Premio di Letteratura dell’Accademia Francese come riconoscimento per la sua opera letteraria.

Nel periodo in cui conosce d’Annunzio, entrambi hanno lo stesso editore Calmann-Lévy: ironia della sorte che li ha uniti simbolicamente anche nelle pubblicazioni. Tra i due inizia una delicata relazione fatta di incontri fugaci, belle fantasie e di lettere delicate. Quello che unisce Gabriele e Marie è un’ammirazione reciproca e un senso di profondo rispetto per la libertà della mente e del corpo; famose, e al tempo stesso scandalose per l’epoca, sono alcune fotografie di lei dove appare nuda.

I “grandi occhi notturni” di lei ispirano d’Annunzio a soprannominarla Notte e ad imporle l’epiteto di Suora per un gioco di trasposizione che il Vate è solito fare con espressioni e concetti di origine francescana. Lui stesso si proclama Frate Foco, a significare il suo inestinguibile entusiasmo per condividere (più o meno fraternamente) la bellezza, il lusso e la voluttà. Quando d’Annunzio muore, il primo marzo 1938, Marie lo commemora su una rivista francese appellandolo come “inoubliable”, indimenticabile.

Marie si ritira dalle scene pubbliche nel 1943 a seguito della morte del figlio naturale (avuto con il poeta Pierre Louys). Muore a 88 anni nel 1963 conservando, nonostante l’età, quell’aura di bellezza e grazia che l’hanno contraddistinta per tutta la vita.