Si terrà presso la Sala Tevere della Presidenza della Regione Lazio, in via Cristoforo Colombo 212, l’incontro conclusivo del ciclo “Convivenza e libertà” promosso dal Garante delle persone private della libertà della Regione, Stefano Anastasìa, dedicato alle misure alternative alla detenzione.

Martedì 11 dicembre, a partire dalle 17,30, ne parleranno Gherardo Colombo, già magistrato, da tempo impegnato nella promozione della cultura della legalità e delle alternative al carcere e ora Presidente della Cassa delle ammende, destinata al rinserimento sociale delle persone detenute, Lucia Castellano, già direttrice del carcere milanese di Bollate e ora Direttore generale dell’esecuzione penale esterna e della messa alla prova presso il Ministero della giustizia, e Maria Antonia Vertaldi, Presidente del Tribunale di sorveglianza di Roma, competente sulle condizioni di detenzione, l’accesso alle misure alternative al carcere e l’esecuzione delle misure penali detentive e non detentive nell’intero territorio della Regione Lazio.

Il tema delle alternative al carcere torna di urgente attualità dopo che, nell’ultimo rilevamento del Ministero della giustizia, la popolazione detenuta è tornata a superare le 60mila unità.

“Il 30 novembre scorso – scrive Stefano Anastasìa sul suo blog –  è stata varcata la soglia di sicurezza del nostro sistema penitenziario. Come nel 2006, quando fu necessario varare un provvedimento straordinario di clemenza per riportare la popolazione detenuta entro limiti accettabili. Come nel 2009, quando il Sig. Torreggiani e centinaia di detenuti ricorsero alla Corte europea dei diritti umani contro le condizioni degradanti a cui erano sottoposti a causa del sovraffollamento penitenziario, costringendo la Corte all’adozione di una sentenza-pilota e il governo italiano ad attuare una politica di riduzione delle presenze in carcere”.

“Di fronte alle nubi che si addensano all’orizzonte, dal Ministero della Giustizia giungono flebili voci – prosegue il Garante – come quelle che promettono di affrontare il problema del sovraffollamento con l’incremento dei posti letto in carcere, secondo un ennesimo piano di edilizia penitenziaria che non porterà a nulla, come i precedenti”.

“Un’occasione è stata già persa, con l’approvazione di una riforma dell’ordinamento penitenziario, da cui è stato espunto ogni riferimento alle alternative al carcere. Non molte altre ne verranno, prima che le carceri diventino ingovernabili”.

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