VITERBO – Si dice che la Danimarca sia il paese più felice del mondo e molte delle ragioni sono legate al mondo degli studenti. È veramente così? Ce lo racconta Emanuele un neodiplomato di 19 anni originario di Viterbo trasferitosi nella terra natia dei Vichinghi lo scorso agosto.

“Mi chiamo Emanuele, ho 19 anni, lavoro e studio ingegneria meccanica in Danimarca. L’idea di andare a studiare all’estero mi ha sempre intrigato, ma sognavo paesi come l’Inghilterra che purtroppo erano al di fuori della portata economica della mia famiglia. È stato invece grazie a mia zia che ho scoperto i vantaggi di studiare in Danimarca. Ho iniziato ad informarmi ed ho scoperto che, oltre ad essere offerti corsi di laurea gratuiti (solo per i cittadini dell’Unione Europea), molti di essi sono anche in lingua inglese.

Prima di iniziare…
Studiare in Danimarca non è difficile, ma ci sono alcuni requisiti da soddisfare. Per essere ammesso ai corsi bisogna avere ovviamente il diploma di scuola superiore, ma per certe specifiche facoltà (come ad esempio ingegneria) bisogna disporre di buoni voti per quanto riguarda materie come matematica, e fisica. Sono stato accettato con la media di otto decimi per tutte e due le materie. Il secondo requisito è un certificato di inglese che sia riconosciuto dall’università e che attesti un livello sufficiente per seguire le lezioni e dare esami. Ho dato l’esame di inglese a maggio e ad agosto mi sono trasferito, un mese dopo aver finito la maturità. Una volta in Danimarca mi sono dovuto subito attivare per richiedere il permesso di residenza ed il CPR-Nummer, importante per l’aspetto sanitario.

Lo studio
La meta più ambita è la capitale Copenaghen, ma è anche la più costosa. Ho scelto invece una cittadina situata nella penisola centrale chiamata Horsens. Non è molto grande, ma molto tranquilla, con poco traffico e poche distrazioni. Credo sia l’ideale per studiare, ma può essere un po’ limitata per quanto riguarda le possibilità di svago. Ho scelto questa località anche per il Via University College che è specializzato nelle facoltà ingegneristiche
Se fossi stato un tipo da feste o da vita sociale avrei scelto una città con più potenziale come Aarhus o Copenaghen. Per alcuni corsi c’è un obbligo di frequenza, ma gli orari sono molto comodi: in genere le lezioni si svolgono tra le 8:20 del mattino e le 12:40, mentre gli esami si danno tutti alla fine del semestre. Ho trovato particolarmente interessante il metodo d’insegnamento danese: tutta la teoria appresa viene utilizzata a livello pratico in laboratorio e nel progetto del semestre e gli studenti vengono messi di fronte a situazioni potenzialmente realistiche. Lo scopo è prepararli al 100% al mondo del lavoro. Le classi sono di circa 30/35 persone quindi molto ridotte se comparate con quelle italiane, mentre il rapporto con i professori è totalmente informale, quasi amichevole.

Relazioni sociali e amicizie
Mi trovo bene sia con gli insegnanti che con i compagni. In facoltà circa il 60% degli studenti provengono da nazioni straniere, quindi oltre al parlare inglese con chiunque si ha l’opportunità di ascoltare anche 30 lingue diverse nei corridoi.
Ho stretto molte amicizie con connazionali (in erasmus e non) e non, con i quali ho condiviso molte esperienze, e ciò ha influito molto sul mio stato d’animo . È soprattutto grazie ai miei nuovi amici che mi sono trovato bene.

Alloggiare
Ovviamente non è sempre tutto rose e fiori ed uno dei problemi che ho riscontrato anche prima di partire è stato trovare un alloggio. Si può alloggiare in molti modi ad Horsens, il più immediato e comodo consiste nello Student Village situato proprio nel campus universitario, ma è anche abbastanza costoso per uno studente, soprattutto in relazione alla media del resto d’Europa.
In alternativa ci si può iscrivere ai gruppi di facebook in cui vengono pubblicati annunci di offerte di camere o appartamenti in affitto, (condivisi e non) che ovviamente costano meno dello Student Village, ma si trovano più lontano dal campus ed è poi scomodo arrivare in università.

Lavorare in Danimarca
Il tasso di disoccupazione giovanile medio nel paese in questione è intorno al 4.5%. Parecchio basso, soprattutto se messo a paragone con il 40% dell’Italia (Istat Dicembre 2016), ed è una delle ragioni per cui ho scelto la Danimarca. Non ho mai voluto dipendere economicamente dai miei genitori perciò, nonostante talvolta loro mi abbiano aiutato, ho iniziato sin dai primi mesi a cercare un impiego part-time. In una cittadina come Horsens è difficile trovare lavoro soprattutto se si pensa al numero di studenti in cerca di opportunità. Conoscere il danese porta molti vantaggi quando presenti il curriculum, ma fortunatamente esistono dei corsi di lingua gratuiti messi a disposizione dallo stato per i residenti.
All’inizio mi sono accontentato di fare il lava-piatti in un ristorante italiano in centro, ma poi mi è stato offerto un posto presso un’azienda che si occupa di marketing a livello internazionale che è tutt’ora alla ricerca di lavoratori di madrelingua italiana.
La ciliegina sulla torta è arrivata con l’SU, un sussidio dedicato agli studenti danesi che non vivono a casa dei propri genitori e a quelli stranieri che sono in possesso di un contratto lavorativo da almeno 12 ore settimanali che conta circa 740 euro al mese. Con il mio ultimo impiego soddisfavo i requisiti e perciò la mia domanda è stata accettata.
Grazie a queste esperienze sono molto soddisfatto del modo in cui sto vivendo la mia vita, sto allargando i miei orizzonti ed aprendo nuove possibilità che quando ero in Italia nemmeno contemplavo. Ho fatto la scelta giusta? Credo proprio di sì”.

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