VITERBO – Venerdì 12 gennaio, dalle ore 18 alle ore 24, il Liceo Buratti si è animato di incontri, letture, spettacoli, esposizioni e dibattiti. Grande il successo di pubblico per la IV edizione della Notte nazionale del Liceo Classico, che ha avuto come tema scelto dall’Istituto quello dell’Incontro. Corridoi affollati hanno visto sfilare genitori, studenti, docenti o semplici curiosi, misti a giovani “umanisti” e giovani “vestali” che hanno fatto da cicerone ai visitatori, orientando gli stessi e regalando pergamene con citazioni dei Classici.

La manifestazione si è aperta in contemporanea con gli altri 407 Istituti aderenti con la proiezione dell’Inno della IV edizione, Metamorfosi di Francesco Rainero. Dopo un saluto del Dirigente scolastico due studentesse hanno letto un originale racconto inedito di una liceale quindicenne di Avezzano. I visitatori hanno quindi cominciato a girare per la scuola: alcune classi si sono trasformate nella selva oscura dantesca, l’aula di musica è divenuta un palcoscenico per spettacoli in lingua inglese, la palestra ha ospitato un succulento banchetto offerto da aziende di eccellenza della Tuscia.

Incursioni semiserie fra etimologie, curiosità e modi di dire, letture e drammatizzazioni di testi classici, percorsi interattivi e multimediali su autori antichi e contemporanei sono solo alcune delle iniziative cui i visitatori hanno potuto partecipare nelle affollate aule dell’Istituto. L’Aula Magna ha ospitato l’eccezionale contributo del Coro A.N.A di Viterbo, che ha allietato studenti e visitatori con la bellezza dei canti alpini.

Particolarmente commovente lo spettacolo sperimentale “Li ciorne che abiammo lasciato una Storia”, un reading teatrale di un testo scritto da un analfabeta siciliano, ragazzo del ‘99, letto da alcuni maturandi del Liceo, nati significativamente nel 1999 e mirabilmente coordinati dal Prof. Saverio Senni. L’iniziativa si è conclusa con un’altrettanto commovente lettura in greco e in italiano dello pseudomerico Inno a Selene.

Una manifestazione come la Notte Nazionale del Liceo Classico, nata dall’esigenza di riaffermare l’importanza della formazione classica, è diventata negli anni l’occasione per riconoscere come il Liceo Classico sia ancora il luogo naturale dell’incontro con la bellezza.

È stato commovente vedere ragazzi dai 14 ai 19 anni, aiutati e sostenuti dai propri docenti, sprigionare la loro carica di creatività e di vita e affermare con orgoglio la perenne contemporaneità degli studi classici. Per una sera, almeno una, dei giovani ragazzi baldanzosi e pieni di vita hanno ricordato o quanto meno smosso in noi adulti spesso distratti e sonnolenti, una profonda nostalgia per la bellezza. In fondo, come affermato dalla giovane ragazza abruzzese, “l’umanità è un’amante terribilmente indecisa, ma torna sempre. Sempre, bambina mia”.

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