VITERBO – I Concerti celebrativi del Giubileo Straordinario della Diocesi di Viterbo si inaugurano solennemente con la prima esecuzione mondiale della composizione di Daniela Sabatini “La Madonna della Quercia ed il Patto d’ Amore” da parte del Duo “Ut Unum sint-Strumenti di Pace”.

Con l’ esecuzione corale da parte del Duo “Ut Unum sint-Strumenti di Pace” e dell’ attento ed entusiasta pubblico presente dell’ Inno giubilare “Patto d’ Amore” scritto appositamente dalle note sorelle musiciste e Terziarie francescane Daniela e Raffaella Sabatini per l’Anno Giubilare Diocesano indetto da Papa Francesco e che risuonerà per l’ intero Anno Giubilare si è inaugurato alla Sala “Mendel” del Convento della SS. Trinità dei Padri Agostiniani “Viterbium in Musica – I concerti celebrativi del Giubileo straordinario della Diocesi di
Viterbo”.

La rassegna, che rientra nel ciclo “I concerti alla Sala Mendel” ideata e realizzata dalle stesse sorelle Sabatini e dalle loro Associazioni internazionali no profit “Strumenti di Pace –
CorOrchestra francescana” e “Ut Unum Sint in Music & Arts –World Opus for the Unity of the Whole Uman Family”, ha tenuto il suo concerto inaugurale esattamente 550 anni dopo quel 20 settembre 1467 in cui Viterbo si consacrava alla Madonna della Quercia con il primo “Patto d’ Amore” .

Per celebrare tale importante ricorrenza ed il 6° centenario della Sacra Immagine della Madonna della Quercia il Duo “Ut Unum sint-Strumenti di Pace” formato dalle sorelle Sabatini (Daniela pianista e Raffaella violinista) ha magistralmente interpretato in prima
esecuzione mondiale l’ ampia composizione “La Madonna della Quercia ed il Patto d’ Amore” scritto dalla pianista, compositrice e musicologa Daniela Sabatini, tratta dalla sua ancor più ampia opera musicale “I Miracoli della Madonna della Quercia” e che verrà eseguita
per l’ intero Anno Giubilare dalle sorelle Sabatini anche in altre varie sedi religiose di Viterbo e provincia in una sorta di pellegrinaggio musicale mariano che, nello spirito di missionarietà che contraddistingue la vocazione artistica delle sorelle Sabatini porterà la raffigurazione musicale della Madonna della Quercia anche in Case di cura, hospices, carceri, scuole, ecc.

Prima composizione musicale in assoluto dedicata ai miracoli della Madonna della Quercia ed al Patto d’ Amore l’intera opera ripercorre anche con una preziosa guida all’ ascolto da parte della stessa autrice, frutto di un suo minuzioso lavoro di ricerca, gli eventi storici più significativi legati alla devozione mariana al Santuario viterbese e traduce in musica, con rara sensibilità descrittiva ed in un clima di estatico misticismo quale Adorazione musicale alla Sacra Immagine, l‘ intero ciclo degli affreschi dei Chiostri della Basilica di S. Maria della Quercia, della Sala della Madonna al Palazzo dei Priori a Viterbo, oltre a dipinti e vetrate del Santuario e scritti e testimonianze dell’ epoca, culminando nella raffigurazione musicale
dell’ intero Santuario sia architettonicamente sia anche come meta di devozione di vari Santi e Beati, e nelle visite apostoliche di San Giovanni Paolo II e di Papa Benedetto XVI.

La composizione, contiene inoltre un omaggio al padre delle musiciste, l’ insigne pittore e francescano Sergio Sabatini il quale proprio davanti alla Sacra Immagine nel giorno del Patto d’ Amore ebbe la sua vocazione francescana e le cui esequie furono celebrate nel Santuario della Madonna della Quercia.

Iniziativa unica nel suo genere “Viterbium in Musica” non è una semplice rassegna di concerti ma un autentico “unicum”, un vero e proprio “Omaggio a Viterbo”, Città dei Papi e “Città mariana”. per celebrare la fede e la santità di cui sono intrise la storia, la cultura e l’ anima del popolo viterbese in un cammino spirituale in musica che accompagnerà tutta la durata edel Giubileo attraverso varie tappe dedicate anche ai Santi e Beati di Viterbo e del suo comprensorio che più hanno inciso nella sua tradizione religiosa. Il prossimo appuntamento di “Viterbium in Musica”, sabato 14 ottobre (ore 21,15) sempre alla Sala “Mendel” è infatti dedicato a S. Rosa, CoPatrona di Viterbo.

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