ORTE – Elisabetta d’Austria, conosciuta come Sissi, è stata una pioniera delle moderne escursioni di montagna. La sua storia, le avventure e gli itinerari nel libro I sentieri di Sissi, verità e leggende sugli itinerari altoatesini dell’imperatrice di Valerio Vitantoni. (Dal 24 gennaio in libreria).

Valerio Vitantoni, attento studioso di storia dell’Ottocento e in particolare di Elisabetta d’Austria e di Ludwig II di Baviera e profondo conoscitore della regione dolomitica, accompagna il lettore in un viaggio alla scoperta di questo amatissimo personaggio nel suo libro che è allo stesso tempo una biografia e una guida ai sentieri alto atesini.

Elisabetta d’Austria, donna anticonformista, inquieta e sempre in fuga da se stessa, era di casa tra le valli dell’Alto Adige.

La sua vita è stata complessa e ricca di vicende, in questo libro l’attenzione è però sui suoi numerosissimi spostamenti tra le valli, i boschi e le montagne delle Dolomiti e i lunghi periodi di vacanza alla ricerca di quiete e insieme di avventura. Tra un sentiero e l’altro, il libro svela anche aspetti curiosi della vita privata di Sissi, spesso riuscendo a sfatare luoghi comuni. Scrive l’Autore che Sissi era “restia alla mondanità e alle cerimonie, prediligeva le passeggiate tra i boschi e la frequentazione di gente semplice”. Le valli altoatesine erano perfette per vivere in tranquillità e anonimato e anche lontano dalla vita di corte. Tuttavia non si faceva mai mancare nulla: durante le escursioni con Sissi c’era sempre qualche servitore con muli o cavalli che le portava i viveri per rifocillarsi o abiti per un eventuale cambio. Vitantoni descrive minuziosamente le abitudini dell’imperatrice, e anche la sua cura ossessiva per il corpo e per la sua pelle che però non si vergognava di mostrare abbronzata al suo rientro in Patria dopo le escursioni montane.

Merano è stata una delle mete preferite di Sissi che qui amava trascorrere lunghi periodi con la sua bambina per respirare l’aria salubre della zona. La fama di Merano come luogo di cura è nata proprio allora, nel 1870, quando poche settimane dopo l’arrivo dell’imperatrice i giornali di Vienna riferirono come la salute della cagionevole della figlia fosse già migliorata nel clima mite della città termale. Dalla residenza meranese, l’imperatrice partiva poi per visitare i paesini minori: Saltusio un bellissimo paesello di montagna tra rocce e ruscelli, oppure la località di Tel (Töll), a volte invece cavalcava verso Parcines (Partschins) per poi proseguire sui sentieri delle rogge attraverso Lagundo, San Pietro e Tirolo.

Tra le località più note mete dei viaggi di Sissi ci sono anche Trento, Bolzano e Madonna di Campiglio dove amava passeggiare fra le bellissime Dolomiti di Brenta, e il Passo della Mendola dove ancora oggi sembra quasi di vederla comparire fra le fitte abetaie.

Leggendo le pagine di I sentieri di Sissi si scopre quanto assidua fosse la sua frequentazione del Trentino Alto Adige e questo fa capire perché ancora oggi siano così numerose le testimonianze che la riguardano e i sentieri a lei intitolati, così come per esempio il rifugio Biasi.

Infine nel libro è riportata parte della corrispondenza privata tra Franz a sua moglie Sissi, mai tradotta in italiano.

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