“Una pratica violenta e pericolosa, spesso alimentata e collegata a fenomeni di illegalità” dice Marco Bravi, Presidente Consiglio Nazionale ENPA

«Mi richiamo alle parole del nostro presidente del consiglio nazionale Enpa – scrive Chiarle Mauro Presidente provinciale SEZIONE E.N.P.A. Viterbo e Provincia in una lettera aperta ai Sindaci dei Comuni della Provincia di Viterbo – che con parole chiare spiega cosa sono e cosa causano i “botti”.
“Una pratica violenta e pericolosa, spesso alimentata e collegata a fenomeni di illegalità”. “Una pratica pericolosissima anche per gli uomini, stando ai bollettini di guerra di Capodanno che, quando va bene, ci raccontano di numerosi feriti”.  Ma per gli animali il fattore pericolo cresce a livelli esponenziali. Negli uccelli, ad esempio, i botti causano una vera crisi di panico che li spinge a fuggire terrorizzati dai dormitori, volando al buio anche per chilometri. La loro sorte è segnata: moltissimi perdono la vita nell’urto contro muri, alberi o cavi elettrici; invece, quelli che riescono a trovare rifugio su qualche albero spesso muoiono assiderati a causa delle rigide temperature invernali e della mancanza di riparo.
Nei gatti e nei cani i botti di Capodanno creano stress e spavento così forti tali da indurli a fuggire dai propri giardini e recinti, per scappare dal rumore tanto più insopportabile in quanto la sensibilità del loro udito è di gran lunga superiore a quella dell’uomo. L’uomo ha un udito con una percezione compresa tra le frequenze denominate infrasuoni, intorno ai 15 hertz, e quelle denominate ultrasuoni, sopra i 15.000 hertz. Cani e gatti, invece, dimostrano facoltà uditive di gran lunga superiori: il cane fino a circa 60.000 hertz mentre il gatto fino a 70.000 hertz. E così molti di loro, in fuga, finiscono vittime del traffico veicolare con gravi danni per loro e con grave pericolo per l’incolumità degli automobilisti”.
A rischio sono anche gli animali negli allevamenti per i quali sono noti, soprattutto per le femmine “in attesa”, casi di aborto da spavento. “Insomma, non c’è alcuna valida e logica ragione perché si continui con questa pratica così pericolosa” spiegano dall’ENPA.
Per questo chiedo a nome di tutti i nostri soci, di tutti coloro che amano gli animali, a nome di una logica posizione di civiltà nel rispetto di tutti gli esseri viventi e della natura che i sindaci dei Comini della Provincia di Viterbo proibiscano con ordinanze la vendita e l’uso dei “botti”.
Un grazie anticipato e un augurio che, anche grazie a queste ordinanze, queste feste di fine anno siano liete e senza terrore e morti!».