MONTEFIASCONE – Un numerosissimo pubblico, assiepato in ogni posto, dell’Arena, nei pressi di Prato Giardino, ha applaudito il recital dei giovani ragazzi che compongono l’Allegra Brigata Zerbini messa in piedi dalla regista Albina Rossi, con il supporto di Anna Rita Ferretti e la collaborazione del maestro della recitazione, Elia Santini.

Lo spettacolo, andato in scena alle ore ventuno e trenta, è stata una vera sorpresa, in quanto, gli attori erano tutti ragazzi tra gli otto ed i quindici anni ed era la prima volta che salivano sul palco. Il tutto è stato frutto di un lavoro minuzioso e paziente fatto a carattere di laboratorio, nel quale, ogni ragazzo ha potuto tirare fuori il meglio di se stesso nelle pluralità delle possibilità che il teatro offre; il teatro infatti, non è soltanto pura recitazione, ma è un complesso di manifestazioni artistiche che vanno da come si cammina a come si gesticola, da come si canta a come ci si esprime, da come si gesticola a come s’indossano i costumi; il recitare il copione ed l’eseguire il più correttamente i vari movimenti con esso connessi, in un continuo sincronismo, l’espressività che si da a quanto si recita, sono i presupposti principali per una buona recita, per far breccia tra gli spettatori, per carpire i loro applausi o, di contro, i loro fischi.

Lo spettacolo, per la durata di circa novanta minuti, era diviso in due parti: nella prima prevedeva la messa in scena della famosa baloccata scritta da dal grande maestro del dialetto montefiasconese, Giorgio Zerbini, intitolata il Talefono; nella seconda parte, ispirata al mondo delle favole, veniva presentata l’altra baloccata, la Marroca, un racconto moto educativo per i bambini. La finalità di creare il rapporto tra ragazzi, di fomentare lo spirito di gruppo, di farli socializzare in un lavoro d’insieme condiviso, di far loro comprendere lo spirito della recitazione e del teatro nel suo essere una realtà artistica, è stata perfettamente raggiunta; ciò che era iniziato come un gioco è finito per essere una cosa seria. Durante tutto il laboratorio che ha preparato questo spettacolo ci si è accorti che i bambini, oggi, giocano poco che nulla, e già, in giovanissima età, sono preda ed assorbiti dai moderni mezzi della comunicazione personale come il telefonino e similari cosicché, ognuno tende a chiudersi in un suo mondo.

Alla fine dello spettacolo a ciascun attore è stato dato un piccolo quadro , quale ricordo dell’esibizione. Tra i ringraziamenti di rito, alla fine dello spettacolo c’è stato oltre quello all’Amministrazione Comunale, alla Pro Loco, agli organizzatori della Fiera, quello speciale rivolto ai genitori dei ragazzi per la loro collaborazione e qualche sacrifico fatto proprio nel collaborare, inizialmente partici scettici, poi pian piano divenuti attivissimi.

Pietro Brigliozzi

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