VITERBO – Non capita tutti i giorni di poter fare a pezzi un’opera d’arte, specialmente se è di un artista famoso come Beppe Madaudo. È quanto avverrà domani 24 febbraio – ore 18 – nella grande sala espositiva del Polo Culturale della Fondazione Carivit di Valle Faul.

La memoria del luogo (un ex mattatoio) diventa protagonista della serata di apertura. L’opera TORO n°5, raffigurante un grande toro coperto di simboli, verrà divisa in pezzi di varie dimensioni, per dare a tutti la possibilità di sceglierne una parte, che sarà acquistata a un prezzo molto accessibile: 33€ l’etto. Il riferimento numerico non è casuale, in quanto l’intera performance trae ispirazione dal detto evangelico “Prendetene e mangiatene tutti”.

Senza voler mancare di rispetto, ma anzi portando questa grande lezione di condivisione della propria essenza verso l’altro e verso tutti anche nel campo dell’arte. «L’accesso alla cultura deve essere universale» afferma il pittore, «come il pane era ed è ancora l’alimento vitale di base fonte di nutrimento fisico e spirituale, anche l’arte deve potersi diffondere al più ampio pubblico possibile e divenire parte delle loro vite».

«Quello che era un luogo di morte e sacrificio dell’animale per nutrirci», continua Madaudo, «si trasforma attraverso l’arte in un momento di condivisione e di omaggio alla memoria del posto, che reca ancora alcuni segni della sua funzione, come i nastri trasportatori e le carrucole.»

La particolarità dell’installazione della grande sala espositiva dell’ex mattatoio, è quella di dare vita a un’opera collettiva e partecipata, in quanto secondo Madaudo «possedere una parte di un’opera originale firmata dall’artista equivale per metonimia, a possederla interamente». Questo parallelismo fra cibo e arte rende l’intero progetto culturale realmente pensato appositamente per la sua location, coinvolgendo memoria dei luoghi, cultura (le letture con Claudio Strinati e Lauretta Colonnelli) e arte diffusa fra il pubblico.

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