SAN LORENZO NUOVO – In questi giorni alcuni studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia stanno conducendo una importante attività di studio dei reperti archeologici ritrovati al Monte Landro nelle 6 campagne di scavo che si sono susseguite dal 2011 al 2016.

Questa fase di studio rappresenta il proseguimento di quella svolta a luglio, che aveva permesso di analizzare circa un terzo dei reperti ritrovati e consentito di ottenere nuove informazioni sui materiali e sulla loro collocazione storica.

Tutte le informazioni acquisite saranno rese pubbliche attraverso un libro che è in fase di realizzazione e sarà presentato entro la fine del prossimo anno.

Anche questa attività di studio, così come le sei campagne di scavo, è condotta dagli studenti dell’Università Ca’ Foscari di Venezia (una decina) guidati dal Prof. Adriano Maggiani, docente di Etruscologia e Archeologia Italica presso l’Ateneo veneto con la preziosa collaborazione degli appassionati del Gruppo Archeologico Turan.

Quello che, a partire dal 2011, è venuto alla luce sulla sommità dell’altura di Monte Landro è un tempio etrusco di pianta canonica, esistente già dal VII secolo a.c. ma frequentato anche dai romani ed in uso fino al II secolo d.c.; il tempio si trova nel punto più elevato dei Monti Volsini, a circa 585 metri slm, su un terrazzo in parte costruito e delimitato da muri di grandi pietre di origine lavica che racchiudono un ‘area sacra di m.29,90 x 47,65; è molto probabile che il Tempio abbia vissuto, nel corso della sua esistenza, diverse fasi storiche indipendenti e ben definite.

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