«Era la notte di San Silvestro del 2006, quando migliaia di giovani festeggiavano l’arrivo dell’anno nuovo partecipando al veglione organizzato presso la Fiera di Viterbo e, – commenta Roberto Talotta, Presidente Fials di Viterbo – in quella occasione, il Buon Dio ci ha messo del Suo per scrivere un altro finale rispetto al tragico epilogo di quanto accaduto l’altra notte nella discoteca “Lanterna Azzurra”, in località Corinaldo (Ancona), dove hanno trovato la morte cinque ragazzi e una giovane mamma, un bilancio tremendo se si considerano anche centinaia di feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni.

Ebbene, il sindacato Fials, in quell’anno, ebbe a denunciare una serie di gravissime inadempienze rilevate in quella manifestazione che, alla vigilia, era stata etichettata come un evento fantastico con l’entusiasmante dichiarazione della politica locale che si autoincensava per aver organizzato un veglione veramente eccezionale ( nota Fials del 2 gennaio 2006 che si allega ), trasgressioni e inottemperanze come l’esagero afflusso di persone che, di fatto, aveva saturato oltremisura gli ambienti della Fiera, particolare, questo, reso ancora più rischioso per i continui blackout che hanno lasciato al buio, per interminabili momenti, tutto l’ambiente dove si attendeva l’arrivo del Nuovo Anno, esagerando nel consumo di fumo, alcool e non solo.

Fortunatamente, in quella nottata di festa viterbese, non si è compiuto l’atto criminale di qualcuno che ha “giocato” con lo spray al peperoncino, come purtroppo avvenuto alla “Lanterna Azzurra” e il tutto si è concluso unicamente con la rabbia di tanti ragazzi che si sono sentiti presi in giro per la mancata partecipazione dei big dello spettacolo che erano stati promessi, a fronte del costo abbastanza salato del biglietto d’ingresso.
La Fials, con la sua denuncia del 2006, intendeva richiamare l’attenzione sulla pericolosità di certe manifestazioni nelle quali c’è sempre stato un crescendo di partecipazione massiccia di giovani e giovanissimi, il più delle volte concentrati in locali poco attrezzati per fare fronte ad una marea umana, oltremodo elettrizzata da contesti musicali e artistici che, di certo, inducono allo sballo e ad altre forme di follia.

Sono trascorsi gli anni, ma niente è cambiato sul piano della prevenzione e sulla necessità di istituire un percorso culturale che possa indirizzare i ragazzi ad un cosciente approccio a certi assembramenti imposti da tendenze molto discutibili e mistificatori che, se il più delle volte non finiscono con gli sconcertanti e dolorosi epiloghi di questi giorni, possiamo parlare semplicemente di vistosa fortuna o, per chi crede in Dio, dell’effetto della Sua Divina Provvidenza».

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