Il periodo delle festività natalizie ha sempre portato nelle nostre case, e non dubito che lo farà anche quest’anno, il gioco in famiglia o tra amici: la tradizionale Tombola, giochi d’azzardo con le carte, di più o meno lieve importo, da “Mercante in Fiera”, al “Poker”.

Ne vorrei suggerire uno nuovo, visto che il tempo non ci mancherà: il “My Recovery Fund”, che consiste nella proposta di ciascuno dei partecipanti di indicare su un foglietto come  intenderebbe impiegare gli euromiliardi in arrivo, e poi discuterne uno alla volta e votarne il migliore; il tutto si potrebbe insaporire con un altro foglietto: da 10 o da 20 euro ciascuno.

Se io dovessi partecipare punterei su un aspetto straordinariamente sottovalutato  da tutti che è il decremento demografico italiano, il calo costante, drammatico, inarrestabile della nostra popolazione; il conseguente invecchiamento di essa, e quindi la fragilità sociale, ed i costi aggiuntivi che comporta.

Nel 1951 c’era meno di un anziano ultrasessantacinquenne per ogni bambino sotto i 15 anni (33,5% nel 1951, 179% nel 2019) – tra il 2011 ed il 2019 gli Italiani sono diminuiti di 800.000 unità, e per fortuna, dico io e chi ha un po’ di sale in zucca, sono immigrati in vario modo circa un milione di stranieri, a sostenere consumi, a svolgere lavori pesanti, degradati o delicati; ad inizio 2020 eravamo 59.641.488 residenti, con una età di oltre 45 anni per il 53.5% della popolazione; per ogni bambino ci sono 5 ultra sessantacinquenni che stanno portando il sistema pensionistico verso il collasso.

L’allungamento della vita è solo una componente dell’invecchiamento della popolazione, l’altro è il crollo della fecondità femminile intorno al 0,5%, cioè una nostra coppia si perpetua con una frazione di figlio, mentre nel cosiddetto terzo mondo si viaggia al 2 e 2,5%.

La donna si è emancipata, è entrata a pieno titolo (quasi) nel mondo del lavoro; si è diffuso l’uso di contraccettivi e la pratica legale dell’aborto; essa si è affrancata dall’equazione sesso-procreazione sostenuta dalla Chiesa; non è più disponibile a sacrificare lavoro o carriera per un figlio; ed anche il matrimonio è slittato nel tempo con altri obiettivi che la procreazione.

L’Italia poi ha un altro record negativo, la fuga dei suoi giovani cervelli, un capitale sociale su cui si è investito parecchio e che va ad essere utilizzato all’estero, 117.000 giovani nel 2018 di cui 30.000 laureati.

Allora se c’è una opportunità straordinaria di investimento, non è questo un obiettivo primario? Evitare lo sfascio del sistema pensionistico, il crollo dei consumi, la decadenza della ricerca e della scuola nella sua più ampia accezione, il peso abnorme dell’assistenza sociale, l’inaridirsi delle relazioni umane, il necessario multiculturalismo, non è la prima delle nostre esigenze?

Costruire asili nido anche nei più sperduti paesini di montagna, significherà anche qualificare ed assumere operatori per l’infanzia e creare una nuova linea di consumi; sostenere la maternità, lo svezzamento, l’età prescolare, non con forme contributive una tantum, ma come in Francia, per intero, con rimborsi integrali, sicuri e garantiti.

Nei piani presentati niente di tutto ciò; abbiamo però tempo per recuperare ed una speranza: che lo Spirito del Natale faccia qualche miracolo, e che qualcuno dei nostri ministri giochi con noi al “My recovery fund”.

Francesco Chiucchiurlotto