VITERBO – Iniziato il 24 settembre nella straordinaria cornice della Sala Regia, a Palazzo dei Priori, parlando di mutamenti della narrazione audiovisiva, il Festival della Scienza organizzato dall’Università degli Studi della Tuscia si è chiuso domenica 1 ottobre, tra le piante succulente della bella collezione dell’Orto Botanico “Angelo Rambelli”.

Durante gli 8 giorni del Festival si è svolta una serie di eventi finalizzati ad avvicinare la società civile ai progressi e all’incessante cammino della scienza e a rendere evidente il contributo concreto della scienza alla crescita culturale ed economica delle comunità, alla promozione del benessere sociale e al perseguimento degli obiettivi dello sviluppo sostenibile.

E’ stata una manifestazione ricca di occasioni per parlare con ricercatori e studiosi italiani delle più recenti scoperte e conquiste in diversi campi di ricerca, dai cambiamenti climatici all’italiano, dalla cosmologia di precisione alle migrazioni in Italia, passando per le tecnologie per conoscere, vedere e sentire l’arte, il patrimonio idrotermale di Viterbo e l’evoluzione dei genomi umani, e delle loro ricadute nella vita di ciascuno.

I partecipanti a conferenze, visite guidate ed attività interattive, hanno “occupato” pacificamente l’università (le aule, i chiostri, l’orto botanico) insieme alle sale e al cortile di palazzo dei Priori così come i luoghi delle sorgenti termali, a testimonianza del dialogo tra il territorio, la città e la sua università. Davvero speciale è stata poi la serata del 29 settembre, in occasione della 12ma edizione della Notte Europea dei Ricercatori (promossa dell’Unione Europea), la più importante manifestazione europea di comunicazione scientifica, promossa dall’Unione Europea, alla quale, per la prima volta, ha partecipato anche la città di Viterbo, grazie alla collaborazione con Frascati Scienza, l’associazione che coordina il progetto europeo Made in Science a cui partecipano molte università del Lazio e -non solo- e diversi enti pubblici di ricerca (The European Researchers’ Night project is funded by the European Commission under the Marie Skłodowska-Curie actions (Grant Agreement No. 722952)). E’ stata un’occasione per festeggiare insieme a più di 300 città europee la ricerca ed i ricercatori e per ascoltare i protagonisti delle ricerche che si svolgono nell’Università della Tuscia che raccontano in pillole la loro attività ed i loro successi, anche durante un aperitivo “scientifico”, degustato passeggiando tra gli stand dei sei dipartimenti dell’Ateneo, i poster, le presentazioni ed i “prodotti della ricerca” (tra cui, libri, strumenti di misura, software, video, piante e bottiglie di vino) disposti nella splendida cornice del chiostro Rinascimentale del complesso di Santa Maria in Gradi, da cui è anche partita una visita guidata del complesso e delle collezioni del Sistema Museale di Ateneo.

Le oltre 1000 persone, in maggioranza giovani, che hanno partecipato al Festival hanno potuto riflettere insieme ad esperti su temi importanti ed attuali e toccare con mano la competenza e la passione per la ricerca dei ricercatori di enti pubblici di ricerca, di Onlus, oltre che della nostra e di altre università, e il loro desiderio di condividerla. Il desiderio di contagiare con la passione e l’entusiasmo ha animato anche gli studenti degli Istituti Superiori che, sotto la guida dei loro docenti, nel pomeriggio di sabato 30 settembre hanno realizzato esperimenti dimostrativi ed attività interattive con e per il pubblico che ha affollato il cortile di Palazzo dei Priori.

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