VITERBO “Sublime”. Così è stato definito il concerto tenuto a Viterbo alla Sala Mendel nell’ àmbito del Festival “Viterbium in Musica” dal Duo “Ut Unum sint- Strumenti di Pace” tenuto alla Sala Mendel in onore della Festa dei SS. Martiri Tuscanesi e che ha visto la prima esecuzione mondiale dell’ Oratorio “Passio Sancti Secundiani, Veriani et Marcelliani” della pianista e compositrice Daniela Sabatini la quale ha reso così onore ai SS. Patroni di Tuscania con la prima traduzione musicale nell’ intera storia della musica della loro vita e
martirio.

Un pubblico attento quanto entusiasta ha acclamato con scroscianti e prolungati applausi i vari brani in programma ed ammirando la straordinaria magistrale interpretazione che di essi hanno dato le sorelle musiciste e Terziarie francescane Daniela e Raffaella Sabatini e quel loro “suonare con l’ anima” che caratterizza il loro stile interpretativo. Profonde conoscitrici di Tuscania, città che ispirato anche il loro brano “S. Francesco d’ Assisi a Tuscania”, e della storia e tradizioni legate ai SS. Martiri tuscanesi, le sorelle Sabatini hanno vissuto a Tuscania per circa 20 anni insieme ai genitori, il padre Sergio insigne pittore e la madre, la musicologa Giuseppina Costo Sabatini. Le due geniali artiste hanno culminato il loro concerto con un’ altra eccezionale prima mondiale di una composizione da loro scritta “a quattro mani”, anch’ essa un autentico “unicum” compositivo che testimonia il loro grande impegno sociale e religioso : “Il Giudizio di Dio” per voce recitante, violino e pianoforte, un ampio affresco musicale il cui testo è tratto dal Vangelo di Matteo, 25, 31-46.

I versetti del testo evangelico dalla tematica oggi più che mai attuale (“Ero forestiero e non mi avete accolto…Ogni volta che non avete fatto queste cose ad uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’ avete fatto a me… E se ne andranno al supplizio eterno”), letti con grande intensità da Daniela Sabatini, si alternavano ad una traduzione musicale di grande contemporaneità ed altamente ispirata che alternava, nella citazione tematica di una precedente opera della stessa Sabatini intitolata “Migrantes”, la paradisiaca dolcezza delle parole rivolte da Dio a quanti lo avevano accolto nei suoi fratelli più piccoli, allo sconvolgente stridore dell’ invettiva verso coloro che non lo avevano accolto e che quindi andranno al supplizio eterno. Accolta con un’ autentica “standing ovation”, l’ opera ha suscitato in tutti una grande emozione ed è stata paragonata, per i suoi accenti di straordinaria drammaticità, al “Confutatis maledictis” dal Requiem di Mozart ed al “Die Irae” di Verdi.

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