Nicola Marcucci Presidente Ordine Viterbo - Simone Monotti di Terni - Vitaliano Pascasi di Rieti

VITERBO – “Nei giorni scorsi si è svolta nella città di Terni la prima riunione congiunta dei tre ordini territoriali che hanno condiviso questo progetto di collaborazione e precisamente gli Ordini degli Ingegneri di Viterbo, Terni e Rieti. L’assemblea, orientativamente, si riunirà ogni quattro mesi e si sposterà, a turno, nelle altre sedi.

Il Ri.Vi.Ter., superando i confini regionali secondo un asse longitudinale che attraversa il centro Italia nei territori di Viterbo, Rieti e Terni, è nato per creare una collaborazione tra professionisti e professionalità con necessità, problematiche e potenzialità simili, ma
anche per promuovere temi di interesse generale.

Insieme i tre Ordini contano circa duemilacinquecento iscritti (circa mille a Terni, poco meno di ottocento a Viterbo e settecento a Rieti).

Ecco dunque l’idea, discussa dopo una recente riunione dell’Assemblea dei Presidenti a Roma, seguita proprio all’intervento del Presidente di Viterbo, Nicola Marcucci, che auspicava collaborazioni ordinistiche anche su ambiti territoriali che non appartenessero unicamente alla propria regione di appartenenza. La proposta, quindi, viene colta dal presidente dell’Ordine di Terni, Simone Monotti e condivisa anche con il Presidente dell’Ordine di Rieti, Vitaliano Pascasi.

La sinergia nasce dalla considerazione che, se l’unione fa la forza ed i problemi sono gli stessi, perché non creare una collaborazione – fermo restando l’autonomia di ciascun organismo e l’appartenenza alle rispettive federazioni regionali – tra realtà medio piccole analoghe?

Difatti l’Ordine di Viterbo continuerà a operare con il massimo impegno in tutte le strutture regionali in cui è inserito, come la Federazione del Lazio, che proprio in questi giorni sta nuovamente muovendo i propri passi (successivamente alle recenti tornate elettorali che hanno visto rinnovare tutti i rispettivi consigli degli ordini territoriali laziali) e che rappresenta il primo punto di collegamento nel rapporto tra professionisti ed istituzioni regionali ma anche nazionali.

Con questo triplice gemellaggio si cercherà, dunque, un filo diretto, sia in termini di informazioni che di energie, tra tutte le attività quotidiane dei tre ordini a partire da
eventi e formazione, passando per i rapporti con il Consiglio Nazionale e le battaglie
per l’equo compenso e le attività di studio e ricerca.

Al primo incontro dei tre consigli, ha partecipato anche l’Ing. Patrizia Angeli,
Presidente dell’Associazione Nazionale Ingegneri per la Prevenzione e l’Emergenza
(IPE), una sorta di Protezione Civile di categoria. Invitata ad approfondire il tema del
soccorso civile, ha illustrato la genesi e sviluppo della struttura e gli interventi svolti a
seguito delle recenti scossa sismiche succedutesi nel Centro Italia. Da tale
approfondimento si è preso lo spunto per cercare di mettere in sinergia le tre sezioni
operative dell’IPE formando, in caso di necessità, anche squadre miste di
professionisti provenienti dalle diverse province. Collaborazione fondamentale in
ausilio a tutti i territori coinvolti e soprattutto per le realtà contermini che possono
contare su strutture di pronto intervento appartenenti ad altri territori ma pronti per
essere mobilitati in tempo reale.

Il Ri.Vi.Ter. nasce dalla necessità di accrescere i vantaggi per gli iscritti, che saranno
diversi ed in evoluzione; intanto è certo che una collaborazione così stretta è del tutto
inedita per l’intero territorio nazionale che, seppur nel rispetto della attuale gerarchia
ordinistica, vuole dare maggiore impulso alle attività proprie che competono ai
singoli ordini e valorizzare le peculiarità del territorio che per caratteristiche travalica
i confini regionali, dando voce ancora più forte alla nostra categoria che rappresenta,
a tutti i livelli, un importante tassello nel sistema produttivo italiano.

Una collaborazione partita dai territori della bassa Umbria e dall’Alto Lazio, disposta
a guardare anche verso altre realtà, per accrescere ruolo e capacità operative dei
singoli ordini. Questa cooperazione si presenta dunque come una prima sfida da
vincere per dare la possibilità agli iscritti di accrescere la propria professionalità
richiesta dal mercato del lavoro e per cogliere le opportunità offerte, puntando
all’aumento delle professionalità con proposte formative sempre di maggiore rilievo”.

IL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI INGEGNERI DI VITERBO

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