Si è disputato nello scorso fine settimana a Roseto degli Abruzzi un importante torneo nazionale di basket tre contro tre, specialità che ha conosciuto in questi anni una tale crescita da essere inserita nel programma olimpico ai prossimi Giochi di Tokyo 2020. Molte federazioni, tra cui quella italiana, hanno così deciso di organizzare direttamente degli eventi a carattere nazionale per promuovere ulteriormente questo sport e permettere ai giocatori e alle giocatrici più valide di confrontarsi e crescere.

Una disciplina con regole molto diverse rispetto al basket tradizionale, che esalta ancora di più la velocità e la reattività dei giocatori, chiamati a mantenere sempre massima la concentrazione e il ritmo di gioco.

In questo senso il week-end di Roseto degli Abruzzi, con quindici squadre maschili e dodici femminili, ha rappresentato un’occasione perfetta al punto di godere di una copertura televisiva dalla principale emittente satellitare che si occupa di sport: alla fine di due giorni di match molto combattuti, nel settore femminile si è imposta la squadra laziale denominata Manco a fa’ così, composta da Giulia Ciaccioni, Eugenia Marcelli e dalle due giocatrici della Belli 1967 Rossana Boccalato e Giulia Quaresima.

“Non ci aspettavamo questo risultato – commenta Rossana Boccalato – anche se mi piace molto giocare a basket 3×3 e partecipo a diversi tornei in estate. La squadra è stata messa insieme all’ultimo e addirittura Giulia Quaresima è arrivata il giorno precedente perché eravamo rimaste in tre. C’erano avversarie molto quotate provenienti da diverse regioni e la finale contro un’altra squadra laziale, Black Hole, è stata combattutissima, eravamo in svantaggio anche abbastanza nettamente ma alla fine abbiamo vinto 14-12 al supplementare. Questo è il primo anno che un evento nazionale di tre contro tre viene organizzato direttamente dalla federazione ed erano presenti sia i tecnici che lo staff medico azzurro a vedere le partite”.

Resta però un rimpianto per le giocatrici gialloblù: “Il torneo maschile ha permesso ai vincitori di staccare un biglietto per le fasi internazionali in Svizzera e giocarsi la qualificazione verso le finali mondiali in Giappone. Purtroppo per il settore femminile non c’era la stessa opportunità perché ci hanno detto che c’erano poche squadre che avrebbero partecipato. Sarebbe stato bello continuare questa avventura”.

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