Romelu Lukaku

L’arrivo di Romelu Lukaku in Italia, all’Inter dell’appena arrivato Antonio Conte, è stato accolto con grande favore da parte della tifoseria interista. Non si può dire lo stesso dalle tifoserie di gran parte delle squadre avversarie e non solo, però. Lukaku infatti proveniva da una stagione un po’ travagliata a Manchester, sponda United, dove ha sempre alternato prestazioni eccellenti a situazioni di gioco meno brillanti.

In realtà, al “gigante buono” belga è bastato davvero poco per mettere tutti d’accordo: al momento può contare su 17 reti in campionato, piazzandosi come terzo nella classifica marcatori, e continua a convincere per l’apporto che riesce a dare all’attacco nerazzurro.

I punti di forza di Lukaku, con grande probabilità, provengono anche da alcuni trascorsi di vita in cui ha dovuto incontrare responsabilità non di competenza di un comune giovane. Un passato difficile, che lo ha fatto diventare uomo prima di molti altri coetanei e che lo hanno reso uno sportivo encomiabile.

Gli inizi

Romelu Lukaku nasce ad Anversa il 13 Maggio del 1993, da una famiglia di origini congolesi. Il padre, Roger, era anch’esso un calciatore, così come il fratello Jordan e il cugino Boli Bolingoli-Mbombo. La sua famiglia attraversa momenti piuttosto bui, motivo per cui Lukaku non trascorre un’infanzia spensierata.

Le sue doti calcistiche, però, non limitano i suoi sogni. Calcisticamente cresce in tre squadre minori, Rupel Boom, KFC Wintam e Lierse, prima di approdare nella più nota Anderlecht tra il 2006 e il 2009. Proprio nell’Anderlecht esordisce ufficialmente in prima squadra, il 24 Maggio 2009, sostituendo Victor Bernardez. In due anni riesce ad ottenere ben 29 reti in 55 presenze, numeri parecchio interessanti se si considera l’età.

L’approdo in Premier League

L’Agosto del 2011 è il mese che segna l’inizio del periodo attualmente più importante per la vita calcistica di Romelu Lukaku: il Chelsea infatti lo preleva dall’Anderlecht per 12 milioni di euro. L’annata nel club londinese non è delle migliori: ottiene soltanto 12 presenze, vincendo una FA Cup pressoché da non protagonista.

Viene quindi ceduto in prestito al West Bromwich Albion, dove ottiene una celebre tripletta contro il Manchester United il 19 Maggio del 2013. Saranno 17 le reti totali, ottenute in 35 presenze: numeri interessanti, che però non convincono la dirigenza blues, la quale opta per la cessione a titolo definitivo all’Everton.

Sarà proprio all’Everton che avverrà la sua definitiva consacrazione. Titolare inamovibile, il belga riesce a segnare gol con grande facilità, aiutato anche dal fatto che ha rappresentato il fulcro dell’attacco dei Toffees. In quattro stagioni ottiene 68 reti in 141 presenze, diventando nel corso degli anni il quinto giocatore a segnare 50 reti in Premier League sotto i 23 anni.

L’8 Luglio 2017 è la volta dell’arrivo al Manchester United: con i Reds ottiene 28 reti in 66 presenze, tra alti e bassi e una dirigenza spesso contraria alla sua permanenza. Riesce comunque a macinare record: ad esempio, con la doppietta al CSKA Mosca in Champions League il 27 Settembre supera Bobby Charlton nel record di 10 reti nelle prime 9 presenze ufficiali.

L’arrivo all’Inter

Il più recente passo compiuto dal belga è stato l’arrivo all’Inter, squadra che necessitava fortemente di una punta di peso con l’arrivo di mister Conte. Al momento, Lukaku sembra aver trovato una dimensione ideale per il proprio gioco: in coppia con Lautaro Martinez rappresenta uno degli attacchi più pericolosi della Serie A. Basta fare riferimento al sito della Serie A per capire di cosa stiamo parlando.