VITERBESE

Il club della “Tuscia” è tra le squadre che ha impiegato il maggior numero di giovani under 23. Sono difatti ben 12 i calciatori nati dopo il primo gennaio ‘98 presenti nella rosa gialloblù, numeri che possono portare anche a un premio economico da parte della Lega Pro.

Viterbese al quinto posto per l’utilizzo dei giovani

La classifica sull’utilizzo dei giovani recita così: Cavese al primo posto, seguono poi Rende, Paganese, Bisceglie e, quinta, la Viterbese. Un ottimo risultato per la squadra del presidente Marco Arturo Romano, che si vedrà conferire un premio per il minutaggio degli under pari a ben 193.331,69 euro. Certo, un dato che fa pensare è che l’utilizzo dei giovani https://www.allfootball.it/genitori-nel-pallone/23-11-2015/giovani-e-calcio-come-prevenire-labbandono è inversamente proporzionale alla posizione in classifica: difatti il solo Monopoli, sesto nella speciale classifica degli under, ricopre una posizione nel campionato di Lega Pro di rilievo, le altre compagini devono per forza di cose sacrificare i risultati tecnici per far spazio ai giovani. Altro dato da considerare, però, è che i club principali e più “blasonati” di Lega Pro dei vari gironi possono permettersi giocatori di alto livello e ingaggi più onerosi, potendo contare su società più ricche e solide, mentre società più piccole, come la Viterbese, hanno bisogno di introiti ulteriori. È questo il caso del Monza, del Bari di De Laurentiis, della Reggina, squadre che puntano senza segreti alla promozione in cadetteria. Il discorso giovani, in ogni caso, interessa anche alle squadre di Serie B, dalle più quotate da esperti e scommesse come Perugia e Empoli come riporta https://extra.bet365.it/news/it/Calcio/Serie-B/perugia-ed-empoli-si-sfidano-nel-posticipo per la promozione in massima serie, a quelle che lottano per non retrocedere. Il regolamento parla infatti di tre liste: nella prima, la lista A, possono entrarvi 18 elementi over 23, la lista B è invece dedicata agli under, tutti i nati dopo il primo gennaio 1996, mentre nella lista C sono presenti i cosiddetti giocatori “bandiera”, coloro i quali militano nel club da almeno quattro stagioni.

I giovani: punto di partenza e d’arrivo

Questo risultato per la Viterbese deve assolutamente essere sia un punto di partenza che un punto d’arrivo. Nel Lazio, le risorse umane su cui puntare sono innumerevoli e lo dimostrano le due maggiori società: Roma e Lazio da sempre sfornano giovani di talento. Senza andare a scomodare campioni del calibro di Totti e Nesta, nella regione laziale si può davvero attingere a piene mani per creare le basi per un futuro roseo. I modelli da seguire e da prendere a esempio sono non solo quelli sul territorio nazionale, come le due società capitoline o l’Atalanta, ma anche i tanti club in Spagna. Il Barcellona e il Real Madrid su tutti sono fucine di talenti impressionanti e soltanto gli standard tecnici e le aspettative elevate di tifosi e critica non permettono alle due squadre di essere composte interamente da calciatori emersi dalle rispettive “cantere”. La società del presidente Marco Arturo Romano può contare sulla professionalità e sull’entusiasmo del giovane tecnico dell’under 17, Massimo Lucà, che tanto bene ha fatto finora con i ragazzi gialloblu, nonostante un inizio difficile, avendo a disposizione un gruppo completamente nuovo che non si conosceva, come dice lo stesso allenatore in quest’intervista: https://www.gazzettaregionale.it/notizie/viterbese-luca-sulla-stagione-inizio-difficile-ma-poi-ci-siamo-sciolti

Il futuro del calcio, ma anche il presente, passa assolutamente per i giovani e chi ha saputo capire e abbracciare questo trend si trova adesso in una posizione di vantaggio rispetto ad altri club. La Viterbese può e deve approfittare del proprio territorio e di essere la terza società di una delle regioni più popolose d’Italia.