VITERBO – Il sogno di arrivare in finale svanisce ai quarti per l’Istituto Teologico Viterbese. Le troppe assenze per i ragazzi di Don Pino Curre, hanno segnato di fatto la resa davanti ai campioni in carica dello scorso anno il Collegio Ubano, che rifila 3 reti alla compagine viterbese.

 

Bonello e Ibarra su tutti sono state assenze importanti, anche se la squadra nel primo tempo ha dato segnali incoraggianti, crollando però nel secondo tempo. “Non è stato facile fare la formazione con cinque giocatori importanti assenti”. Così Don Pino Curre ha dichiarato all’inizio della gara. Abbiamo fatto del nostro meglio, soprattutto nel primo tempo, ma va ugualmente l’applauso a questi ragazzi, ha continuato l’allenatore dell’Istituto Teologico San Pietro, perché con gioia e umiltà hanno affrontato anche quest’anno il torneo. Lo spirito di aggregazione, è stato il fulcro del nostro gruppo. Nel volto dei ragazzi c’era grande voglia di arrivare lontano, ma nonostante la sconfitta, ha concluso, ha vinto in loro la grande voglia di essere stati insieme e di aver condiviso una bella esperienza che segnerà un bel ricordo nella loro vita”.

 

Le reti che valgono la semifinale per il Collegio Urbano portano la firma del sudanese Musa Kuwa Nabil, dei camerunensi Njikang Ewang e Jean Marie Voundi. I campioni in carica prendono il sopravvento nel secondo tempo, mostrandosi solidi e cinici, vincendo una partita fisica e a tratti molto nervosa. Si sgretola il San Pietro, spietato invece nel girone eliminatorio. La Coppa con il Saturno resta un sogno incompiuto anche quest’anno. Ma quanti rimpianti per la squadra di Don Pino Curre, tra assenze fondamentali ed errori imperdonabili. Se manca la fantasia di Tomas Bonello (in panchina con uno strappo muscolare) e di Joaquin Ibarra (impegni religiosi) il San Pietro diventa una squadra normale. E senza gli assist degli argentini bomber Edwin Salnitro la porta non la vede più. Merito anche dei difensori dell’Urbano, rocciosi e fallosi, se l’italo-liberiano non punge. Ci prova solo con calci da fermo e le sue caviglie vengono messe a dura prova per tutti i sessanta minuti. E, come se non bastasse, si pecca di autolesionismo: prima il portiere Rossano Eutizi regala il vantaggio all’Urbano, poi il ghanese Felix Bempah si divora a porta vuota il gol del pari. Errori fatali che influenzano le sorti del match anche nel secondo tempo.

 

Al triplice fischio finale grande festa per i campioni in carica che accedono alla semifinale (affronteranno la Gregoriana, ndr) e delusione per l’Istituto Teologico Viterbese. Ora non resta che pensare all’edizione prossima della Clericus Cup, per la compagine viterbese, “Giocando in attacco la partita del Vangelo”.

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