Chi frequenta il lago di Bolsena li vede spesso passare solcando l’acqua: sono gli atleti, donne e uomini, che compongono i vari equipaggi dell’Etruria Dragon Boat: c’è un team maschile, un team femminile, un team misto ed è in formazione una squadra per atleti over60. Sfilano veloci infilando ritmicamente le pagaie nell’acqua. Il Dragon Boat è una specialità remiera di antica origine cinese che da diversi decenni ha visto svilupparsi una grande tradizione proprio nella Tuscia. Gli equipaggi dell’Etruria Dragon Boat hanno affrontato gare a livello internazionale, ed anche se recentemente rallentati dai problemi causati dal Covid possiamo tranquillamente affermare che i loro equipaggi, nelle rispettive categorie, sono ai vertici nazionali. Animatore e prosecutore della tradizionale attività delle barche con testa di drago, che in Cina solcavano i fiumi già prima di 2500 anni fa, è attualmente Carlo Cagnucci, allenatore ed organizzatore dei dragoni del lago volsineo coadiuvato da tanti altri appassionati.
Ma oggi non vogliamo parlare propriamente della disciplina del Dragon Boat: vogliamo invece curiosare tra i loro equipaggi, perché vi abbiamo scoperto personaggi assolutamente degni di nota dal punto di vista delle loro carriere sportive.
Si potrebbe immaginare, chiedendosi quali esperienze abbia un atleta che decide di dedicarsi al dragon boat, che provenga dagli sport del remo e della pagaia: canoa, canottaggio. Ci siamo resi conto invece che non solo non è proprio così, ma che alle pagaie di questa imbarcazione viterbese ci sono fior di atleti che provengono da tutt’altre discipline e che possono vantare palmarès sportivi di assoluto rispetto.
E cominciamo questo viaggio alla scoperta dei campioni del dragone con un vero e proprio nucleo familiare: quello della famiglia Sagoni. Roberto, 73 anni splendidamente portati, è il primo a non essere un canoista, ma un pluricampione dei lanci dell’atletica leggera nelle categorie master! Abbiamo cercato di ricostruire il suo curriculum sportivo fatto di trofei e di vittorie, ma è praticamente impossibile: negli ultimi 13 anni Roberto, che ha cominciato a lanciare all’età di 60 anni, ha vinto tutto quello che c’era da vincere sia nella sua specialità principale, che è il lancio del disco, che nel pentathlon lanci (specialità di prove multiple composta dai lanci di peso, disco, martello, giavellotto e martellone. Quest’ultimo è un attrezzo che non è previsto nel programma olimpico ma che si sta sempre più affermando nelle gare master). Ma non solo atletica leggera per Roberto Sagoni: prima di frequentare le piste e le pedane è stato un buon ciclista, e ancora prima un sollevatore di pesi!
Stavamo parlando del suo nucleo famigliare: in acqua sul dragone c’è anche la consorte, la Signora Brunella, e perfino la figlia Simona, anche lei una super-atleta: è una specialista delle prove multiple di tanti sport diversi. Ha cominciato da giovanissima col Pentathlon Moderno Olimpico (scherma, equitazione, nuoto, tiro a segno, corsa campestre), per poi passare al Triathlon, che ha fatto emergere le sue doti di fondista (ricordiamo che si tratta di uno sport nel quale gli atleti affrontano lunghi tratti di nuoto, di ciclismo e di corsa su strada senza alcuna interruzione tra una specialità e l’altra). Nel triathlon Simona raggiunge i vertici nazionali sia nella categoria Juniores che nella Under 23. Continua a praticare sport ma non più a livello agonistico e poi, superata la soglia dei 35 anni, decide che è ora di rimettersi in gara e seguire le orme di papà Roberto: diventa anche lei una campionessa di lanci nelle categorie master, dedicandosi sia al lancio del disco come disciplina singola e naturalmente anche al pentathlon dei lanci che abbiamo descritto prima. Balza immediatamente ai vertici delle classifiche regionali e vince per tanti anni consecutivi il titolo di campionessa laziale, riuscendo anche a raggiungere la medaglia d’argento ai campionati Italiani. Una famiglia di campioni quindi, che recentemente hanno trasferito tutte le loro esperienze sportive ed i loro successi sul dragon boat! Gli porgiamo i nostri complimenti e gli auguri di proseguire le strade del successo sportivo, sia con la pagaia che ai prossimi Campionati Italiani Master che si svolgeranno tra pochissimi giorni (dal 9 all’11 ottobre) ad Arezzo e ai quali naturalmente Roberto e Simona Sagoni parteciperanno con grandi possibilità di vittoria.

Ma non sono soltanto loro i campioni del dragone! Scorgendo la lista dei nomi dei suoi equipaggi viene fuori quello di Susanna Calistroni. E Calistroni è un nome davvero apprezzato nel mondo dello sport: Susanna, come Simona, è una figlia d’arte! Figlia di quell’Egidio Calistroni che è stato un grande atleta del sollevamento pesi e soprattutto del Judo e notissimo maestro dello Sport del Coni. I Maestri dello Sport sono una categoria di super-tecnici che fin dagli anni ’70 rappresentano la spina dorsale dello sport italiano, svolgendo le loro attività presso gli organi centrali del Coni e delle sue federazioni sportive. Anche Susanna ha seguito le orme del padre, diventando anche lei una cintura nera di Judo e svolgendo una intensa attività agonistica a livello regionale e interregionale e che l’ha portata addirittura alle qualificazioni per i Campionati Italiani Assoluti. Non solo Judo per lei: ha infatti praticato anche la pallavolo, la pesistica e recentemente si è dedicata a uno sport che proprio negli ultimi anni si sta diffondendo molto, nonostante l’estremo impegno e la fatica a cui costringe i suoi atleti: il crossfit.

Ma nonè finito l’elenco degli atleti con un glorioso passato sportivo che adesso compongono gli equipaggi dell’Etruria Dragon Boat: attivo sulle barche da oltre 20 anni, sia come rematore che come timoniere, c’è il possente Mauro Marmo. Anche lui proviene da uno sport di forza, addirittura il più classico tra tutti: il sollevamento pesi olimpico. Specialista di entrambe le discipline di strappo e slancio, Mauro è stato per ben 24 volte campione regionale laziale di sollevamento pesi! E’ salito sul podio ai Campionati Italiani militari, ha partecipato a raduni della Nazionale e stava per raggiungere nel 1984 una dimensione sportiva di livello internazionale con la avvenuta qualificazione ai Giochi del Mediterraneo. Purtroppo poco prima di questa importante competizione un serio infortunio al ginocchio ha interrotto la sua brillante carriera sportiva. Che però è appunto rinata qui sul lago, con l’impegno sul Dragon Boat.
Campioni tra i campioni: ci saranno altre sorprese? Stiamo indagando per verificare se vi siano altri atleti con grandi trascorsi sportivi, tra i dragonauti. Vi aggiorneremo presto.
Nel frattempo chi volesse provare l’esperienza della pagaia su un dragon boat può mettersi in contatto con Carlo Cagnucci e con gli altri draghi contattandoli sul Gruppo Canoisti Lago di Bolsena di Facebook.