L’ippica in Italia ha una storia centenaria fatta di successi e grandi cavalli indimenticabili. Se si escludono le corse con le bighe dell’epoca romana, le prime tracce storiche dell’ippica in Italia risalgono alla fine del XVIII secolo e più precisamente al 1773: un atto che registra l’arrivo da Annecy, per conto di Vittorio Amedeo II, duca di Savoia, di alcuni cavalli destinati al Conte Benso di Cavour, zio di Camillo. I cavalli erano destinati al miglioramento della razza, indizio evidente dell’esistenza di un allevamento che già allora operava con criteri di selezione. Pochi anni dopo altri documenti fanno esplicito riferimento alle scuderie della Regia Mandria di Chivasso.

Poche tracce che però confermano la storia plurisecolare della nostra ippica, che pur se sviluppata in ritardo rispetto all’Inghilterra, dove le prime corse “certificate” risalgono al 1400, e dove già nel 1700 è stato istituito il Jockey Club, rimane comunque una delle più affermate a livello mondiale, soprattutto per la qualità dell’allevamento.

Le corse ippiche divengono comuni a inizio ‘800, quando i nobili iniziarono a sfidarsi in corse di galoppo: corse senza premi in denaro e comunque organizzate in campagna, in viali sterrati cittadini (il primo “ippodromo” di Milano era il tracciato attualmente occupato da Corso Buenos Aires) che servivano più che altro a guadagnare onori e vetrine. Nel 1846 si corrono, a Bologna, le prime corse “a sedioli”, progenitori dei moderni sulky per il trotto.

Se il primo regolamento per una corsa a cavallo, da disputarsi a Torino, risale al 14 luglio 1809, occorre aspettare il 1835 per veder nascere la prima “Società di corse”, cui aderisce proprio il conte Camillo Benso di Cavour. Nel 1855, sempre a Torino, viene fondato il primo periodico dedicato all’ippica, il “Giornale della Società Nazionale delle Corse”, e cinque anni più tardi si corre il primo Derby d’Italia, nel capoluogo piemontese.

Le basi per lo “stud book” arrivano nel 1870, entro la fine del secolo viene pubblicato il libro genealogico dei purosangue, e viene istituito il Derby Reale. Nel 1881 nasce il Jockey Club d’Italia, nel 1892 la Società degli Steeple Chases d’Italia; nel 1884 viene disputato il primo Derby di galoppo all’ippodromo romano delle Capannelle, e altri ippodromi sono costruiti a Milano, Torino, Pisa, Firenze, Livorno, Napoli e Grosseto.

Oggi l’ippica italiana è governata dal Ministero per le Politiche agricoli e forestali, mentre la gestione del gioco è affidata al Ministero per l’Economia e le finanze. Il tutto si muove sul web, grazie ai vari dispositivi digitali come pc e smartphone che permettono di avere accesso a siti di scommesse per puntare ippica biz o qualsiasi altro sport.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione che ha portato il mondo dell’ippica a cambiare pelle e ad adattarsi a questa nuova era digitale che và sempre più verso il mondo di internet.

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