Da sx, Fernando Caporossi, dirigente, Vincenzo Rossi, presidente, Crispino Bernini, vice presidente, Fulvio Zei, Giorgio Filippi, Luciano Bernini, Alfonso Talotta, Mauro Rossi, Sergio Corinti, Daniele Goletti, Gianni Caporossi, Giovanni Patara, allenatore. Accosciati, da sx, Franco Rempicci, allenatore della 1^ squadra, Luciano Grazini, Roberto Rossi, Generoso Pancianeschi, Massimo Bertini, Angelo Floris, Franco Corinti, dirigente.

VITERBO “Goletti, Zei, Rossi Mauro, Grazini, Bertini, Corinti, Caporossi, Bernini, Talotta, Filippi, Rossi Roberto.

Questa la formazione, la più forte squadra Allievi del nostro calcio cittadino che giusto 45 anni fa sfiorò il sogno di conquistare il titolo regionale della categoria Allievi, guidata dal mitico, mai dimenticato, allenatore Giovanni Patara.

Noi, con la 1^ squadra che militava nel calcio dilettante della 1^ categoria, ad affrontare, nella finale, il Latina che, con la 1^ squadra approdava nel calcio professionistico della serie C. Questo per capire la grande differenza.

Eppure ce la siamo giocata fino alla fine, perdemmo in casa 2 a 1 ma, nella gara di ritorno, nella città pontina, a tempo ampiamente scaduto, stavamo vincendo 1 a 0 e già pensavamo allo spareggio da fare sul campo del Flaminio, allora stadio della Lazio, quando, per un banale malinteso tra la nostra difesa ed il portiere, la squadra di casa riuscì a pareggiare e aggiudicarsi, così, il titolo di campione regionale. Il nostro sogno svanì ma resta, però, il ricordo di quella impresa e se ancora oggi, dopo 45 anni, si parla ancora della nostra squadra, una ragione ci sarà.

Vincevamo tutto: tornei, giochi della gioventù, campionati, miglior difesa, miglior attacco, premio disciplina, ecc…

Venerdì 22 giugno, alle ore 18.00, presso la sala delle conferenze di Palazzo Brugiotti, in via Cavour, a Viterbo, saremo ricordati, insieme ad altri avvenimenti sportivi di tanti anni fa, in occasione della presentazione del nuovo libro del giornalista sportivo Claudio Di Marco.

Siete tutti invitati per riassaporare il gusto di un calcio pulito, spontaneo, genuino che ha fatto parte della nostra vita. Grazie”.

Alfonso Talotta
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