Quella degli italiani per il calcio è una passione ben nota che occupa un ruolo importante nella cultura popolare del Paese. Il campionato di Serie A è ampiamente seguito anche nel resto del mondo, grazie alla presenza di top player noti a livello planetario. I campioni del presente come Cristiano Ronaldo, Icardi o Higuain e quelli del passato #– Del Piero, Totti, Ibrahimovic, per nominarne solo alcuni – sono conosciuti non soltanto dai tifosi delle rispettive squadre, ma anche dalla stragrande maggioranza degli amanti del calcio sparsi in giro per il mondo.

Stando a tutte le quote per le scommesse sportive, anche quest’anno sarà la Juventus la squadra da battere. Ma mentre il massimo campionato italiano continua a crescere, spinto anche dall’incremento degli investimenti degli sponsor, le serie B e C non smettono di assistere al dir poco indecoroso spettacolo iniziato la scorsa estate e fatto di battaglie a colpi di ricorsi per mancati risarcimenti e ripescaggi.

Particolarmente spinosa appare la situazione della Viterbese , legata indissolubilmente alla riammissione della Virtus Entella in un’eventuale serie B a 22 squadre. L’avvio di campionato dei gialloblu dipende infatti dal possibile ripescaggio nella serie cadetta del club ligure, a seguito dell’esclusione del Cesena. Se ciò avvenisse (e il se è d’obbligo) la squadra diretta da Giovanni Lopez verrebbe spostata nel girone A. La società laziale aveva impugnato la decisione della Lega Pro di assegnarla al girone C, ma il ricorso era stato respinto dal Tribunale Federale. Il successivo decreto Giorgetti aveva però rimescolato le carte in tavola, riaprendo all’ipotesi del ritorno alla serie B a 22 invece che a 19 e, di conseguenza, a riammissioni e ripescaggi.

Il presidente della Viterbese Piero Camilli ha più volte dichiarato la posizione del suo club, esprimendo apertamente il proprio disappunto per una situazione che si trascina da troppo tempo e che rischia di penalizzare la sua squadra, regolarmente iscritta al campionato e perfettamente in regola con i pagamenti. Il patron, in particolare, non ha gradito l’ assegnazione al girone del Sud , che obbliga la squadra a trasferte lunghe e molto costose, ma anche l’indifferenza ostentata dagli organi deputati a prendere le decisioni. Ad accrescere ancora di più l’amarezza del presidente c’è la consapevolezza di aver messo insieme una squadra competitiva, ambiziosa e determinata a pensare in grande, potenzialmente danneggiata dal procrastinarsi dei verdetti della giustizia sportiva. I giocatori, consci delle difficoltà del periodo e degli sforzi della dirigenza, continuano però ad allenarsi mantenendo il morale alto e senza perdere di vista gli obiettivi stagionali.

Quel che emerge dal caos relativo al format serie B è la rabbia delle grandi escluse dalla salita di categoria (Catania, Novara, Pro Vercelli, Robur Siena e Ternana, oltre alla già citata Entella) che, a catena, si ripercuote anche sui gironi della Lega Pro. Ma, forse ancor più preoccupante, è l’immagine che la giustizia sportiva italiana dà di sé al Paese e agli osservatori internazionali. Pochi aggettivi potrebbero definire l’operato della giustizia calcistica a cui si è assistito da quest’estate in avanti; uno di questi termini è, di sicuro, scandaloso. Tante speranze vengono riposte nell’arrivo del nuovo presidente della Figc, a cui spetta il non facile compito di mettere mano a una più che mai necessaria riforma del sistema, ponendo fine a un caos davvero indegno.

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