Luciano, Piero e Vincenzo Camilli

Piero Camilli presenta la prossima stagione e annuncia il nuovo tecnico: Stefano Sanderra

 

Tra una settimana via al ritiro di Soriano nel Cimino

 

Massimiliano Chindemi

 

VITERBO – E’ tornato, sebbene, in realtà, non se ne sia mai effettivamente andato. E qualcuno, a ragione, esclama “fortunatamente!” Il comandante Piero Camilli, dopo aver lasciato per circa un mese il popolo gialloblù con il fiato sospeso, si è infatti ripresentato venerdì sera allo stadio Rocchi più carico e determinato che mai, per la gioia dei tanti tifosi accorsi in massa per assistere alla sua prima conferenza stampa della nuova stagione.

 

Ore 19.15 ed ecco il patron varcare la porta della sala stampa della Palazzina accompagnato dai figli Vincenzo e Luciano, rispettivamente presidente e vicepresidente del club gialloblù.

 

La parole del comandante sono subito chiare e taglienti, come del resto nel suo stile. “Premesso che a Viterbo sono 50 anni che non si vince niente e che se ho deciso di rimanere qui è per fare le cose come si deve, inizio subito col dirvi che nei giorni scorsi ho scritto una lettera al sindaco, al quale facevo notare come, sorvolando sulla pietosa questione dell’annoso pagamento dei 25mila euro, la mia famiglia sia ancora disposta ad investire nella Viterbese con l’obiettivo di farla tornare nel calcio professionistico.

 

Dal Comune, in ogni caso, esigo degli sforzi ben precisi, ovvero, rendere il Rocchi immeditamanete omologato per la Lega Pro. Disputare un campionato di Serie D e vincerlo, per poi andare a giocare la Lega Pro in altri stadi non ha infatti alcun senso.

 

Dal canto mio, assicuro l’allestimento di una squadra capace di primeggiare. Se però a dicembre il Comune non avrà ultimato i lavori, non mi rimarrà che dire arrivederci e senza grazie. In tale ottica ho esortato il sindaco a munirsi di un tecnico qualificato che sia in grado di condurre i lavori di omologazione. Il tempo delle chiacchiere è finito; e per questo ho richiesto un impegno scritto e preciso da parte dell’amministrazione comunale.

 

Il sindaco, da par suo, mi ha risposto positivamente, affermando che il Comune vuole affiancare il nostro progetto, informandomi di aver già provveduto a contattare un tecnico esperto e che nel bilancio comunale ci sono le risorse necessarie a tali obiettivi”.

 

Sperando che Michelini mantenga la parola data, Camilli è poi passato a parlare di calcio giocato, partendo dalla stagione passata. “L’anno scorso – ricorda – abbiamo investito molto ma alla fine ho raccolto solo tanta delusione, soprattutto in termini di risposta da parte del pubblico. Spero che quest’anno le cose vadano meglio.

 

La Lega Pro? Inutile pensarci se non abbiamo il campo a norma. Certo è che i 500mila euro non li avrei mai pagati, ritenendo tale fidujussione decisamente amorale.

 

Riguardo alla squadra che andremo ad allestire per la Serie D, dei giocatori dello scorso anno non dovrebbe a mio avviso rimanere nessuno. L’idea è quella di costruire una squadra tutta nuova e capace di puntare al vertice. Certo è che quest’anno,a differenza della scorsa stagione, dovremo puntare su giocatori concreti e pronti a battagliare su ogni campo. Nel calcio contano le vittorie, non il bel gioco fine a se stesso”.

 

Qualcuno ritiene però che gente come Scardala e Nuvoli, che hanno onorato la maglia nel campionato passato, meriterebbe la riconferma. Camilli non la pensa però esattamente così: “I calciatori sono peggio dei fantini del palio di Siena. Per loro l’attaccamento alla maglia non esiste. Gli unici superstiti della scorsa stagione saranno solo i giovani: Perocchi verrà riconfermato, così come Zonfrilli. Fè tornerà in gialloblù, mentre da Grosseto arriveranno i giovani Roberto Pini (portiere del ’97) Andrea Callegari (attaccante del ’96) e Filippo Boccardi (centrocampista del ’96)”.

 

Per quanto concerne invece il ritiro, (che prenderà il via la prossima settimana, a cavallo tra il 26 e 27 luglio) confermata la sede di Soriano nel Cimino; una scelta, questa, dettata sia dalla vicinanza a Viterbo sia per la volontà di far girare l’economia della provincia.

 

“Patiremo con un gruppo di giovani – spiega il patron – per poi costruire la squadra con molta calma. Come faremo per la gara di Tim Cup? Onestamente, non me ne frega niente. Manderemo in campo la Juniores. L’importante sarà essere pronti per il campionato. L’anno scorso allestimmo una squadra di ottimi cantanti che però hanno spesso stonato. Quest’anno, però, la musica cambierà. Ciò che invece sarà confermata sarà la conduzione della società, che vedrà i miei figli Vincenzo e Luciano rispettivamente alla presidenza e alla vicepresidenza. Mario Corinti continuerà invece a dirigere il settore giovanile. Per ciò che riguarda me, sarò perlopiù presente a livello amministrativo”.

 

Piero Camilli con i figli Vincenzo e Luciano
Piero Camilli con i figli Vincenzo e Luciano

 

E l’allenatore?

 

“Tra poche ore – annuncia Camilli – chiuderemo con Stefano Sanderra, un tecnico che nella sua carriera ha vinto la D con l’Aquila e che può vantare nel suo curriculum la conduzione tecnica di squadre come Frosinone, Latina (con cui dal 2010 al 2013 ha vinto i campionati di Seconda e Prima Divisione nonché la Coppa Italia Lega Pro, ndr), Salernitana e Catanzaro.

 

Credo che Sanderra sia l’allenatore giusto per la Viterbese. Di allenatori, d’altronde, credo di capirci qualcosa, visto che nelle mie esperienze ho scelto tecnici del calibro di Sarri, Allegri e Pioli, ovvero, i migliori allenatori italiani del momento”.

 

Un’ulteriore riflessione viene rivolta dal patron dei riguardi del campo d’allenamento: “Che Viterbo non abbia strutture è un dato di fatto; colpa di tutte quelle amministrazioni comunali che si sono avvicendate alla guida di questa città senza fare nulla in tal senso. A Grotte di Castro, paese di cui sono sindaco, le strutture sportive sono presenti e ben funzionanti. Tutto ciò per dire che volere è potere. Spero pertanto che il Comune realizzi presto un campo in erba; nel frattempo ci alleneremo alla Sas. Ad ogni modo la mia priorità resta l’omologazione del Rocchi per la Lega Pro. Al resto penseremo a breve”.

 

Dello stesso avviso è anche il presidente Vincenzo Camilli che aggiunge: “Lo scorso anno avevamo ottimi giocatori con poco carattere. Quest’anno vedremo di invertire la tendenza. In quale girone preferiremmo giocare? Non c’è differenza; la Serie D è difficile ovunque e chi vuole vincerla deve essere in grado di lottare in ogni campo”.

 

I Camilli sono tornati al comando; il sogno gialloblù può riprendere quota.

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