Sutri non dimentica.

Settantacinque anni fa il sacrificio di diciassette avieri sardi, vittime di un rastrellamento delle SS nel territorio di Capranica, che successivamente ai tragici fatti dell’armistizio dell’8 settembre 1943, tentavano di tornare nella loro amata Sardegna.

L’eccidio di Sutri è fortemente sentito dalla comunità, tanto da essere degnamente celebrato nel tempo. Quest’anno, in occasione del settantacinquesimo anniversario della barbara esecuzione, i comuni di Sutri, Blera, Capranica, Bassano Romano e Ploaghe, cittadina della Sardegna di cui i diciassette soldati erano originari, ricorderanno la strage, alla presenza delle massime autorità civili e militari, tra cui il Generale di Divisione dell’Aeronautica Militare Giorgio Baldacci, S.E. Dott. Giovanni Bruno, Prefetto di Viterbo, il Colonnello Leonardo Moroni, Comandante della Scuola Allievi Marescialli di Viterbo, il Generale Rinaldo Sestili, segretario generale dell’Associazione Arma Aeronautica, oltre ai sindaci locali, al primo cittadino di Ploaghe, in rappresentanza delle vittime sarde, e la banda della città sassarese.

Il programma prevede una giornata di profonda celebrazione e ricordo, sabato 17 novembre. Alle ore 11.00, presso il Cimitero di Sutri, vi sarà la cerimonia di commemorazione dell’eccidio di Sutri con la deposizione di una corona di fiori presso il monumento ai Caduti Sardi, al termine della quale una delegazione istituzionale si recherà al cippo in Località Monte Fosco dove è avvenuta l’esecuzione.

Alle ore 12.00, al Parco delle Rimembranze sarà apposta una targa commemorativa, e successivamente in Piazza del Comune, sarà deposta una corona di alloro ai Caduti.

Nel pomeriggio le celebrazioni si sposteranno a Palazzo Doebbing dove, alle 17.30, vi sarà un concerto della banda comunale di Ploaghe e alle 18.00, il dott. Fabio Ceccarini terrà una conferenza sulla strage del 17 novembre 1943, al termine della quale sarà proiettato il documentario “I martiri di Sutri” di Simone Calcagni.

Sutri rinnova la propria memoria intima e non dimentica i propri fratelli sardi.

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