Un’importante opera di valorizzazione condotto dal Corpo Italiano di San Lazzaro – Gruppo Civitas Romae, diretto dalla dottoressa Ilaria Bartolotti e presieduto da Germano J.Assumma.
Le attività di recupero dell’edificio sacro – a partire dall’eliminazione dell’imponente vegetazione che copriva e lacerava, negli anni, lo stesso – e della porzione dell’antico insediamento che si trova alle sue spalle, sono coordinate dall’archeologo Michele Damiani che il sindaco Vittorio Sgarbi ha incontrato nei giorni scorsi, presso il sito, per constatare l’avanzamento dei lavori, possibili grazie a un protocollo d’intesa tra il Comune di Sutri – con l’assessore al Turismo e al Talento, Claudia Mercuri, che segue direttamente le operazione di recupero – e il Corpo Italiano di San Lazzaro.

La chiesa testimonia secoli di storia; già nel 1023, infatti, un atto di donazione rivela l’esistenza di una cella “Sancta Fortunata de Sutrio”, anche se si pensa che il luogo possa testimoniare vita precedente. L’attuale edificio – un’aula ad unica navata realizzato tra il XV e il XVII secolo – in realtà, nasce su un “primo insediamento rupestre cristiano, sorto su precedenti sepolture etrusche e, probabilmente, su un preesistente culto arcaico” (come riporta il sito duemmepi.altervista.org).

L’affresco che riproduce Santa Fortunata, asportato dalla parete di uno degli ambienti del sito, è esposto al museo di Palazzo Doebbing.
Un recupero importante per la comunità sutrina, nella perfetta direzione imposta dall’amministrazione Sgarbi verso la tutela e la valorizzazione dell’inestimabile patrimonio dell’Antichissima Città.

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