Il Circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Sutri sin dalla campagna elettorale del 2018, con l’appoggio alla lista civica di Lillo Di Mauro, pur non essendo stato coinvolto nella sua definizione ma per senso di responsabilità, si è impegnato a contrastare l’elezione di Vittorio Sgarbi a Sindaco di Sutri.
L’esito della consultazione elettorale, con la vittoria della lista Rinascimento, ha prodotto quello che è evidente a tutta la cittadinanza.
Una città abbandonata – scrive il Segretario del Circolo Prc di Sutri, Salvatore Carosi, – con l’acqua quasi sempre non potabile e con un centro urbano abbandonato a se stesso senza manutenzione e senza una minima programmazione.
In questo quadro politico debole ed inefficace l’opposizione da noi sostenuta in campagna elettorale si è dimostrata debole e non in grado di mettere in campo la necessaria autorevolezza per contrastare duramente il Sindaco e la sua Maggioranza.
Dopo gli ultimi avvenimenti credevamo che fosse giunto il momento di ridare la parola agli elettori per ridare credibilità alla nostra comunità.
Invece assistiamo a quello che fin dall’inizio era in gestazione:
la minoranza consiliare votata da circa 1500 cittadini contrari a Sgarbi e alla sua coalizione, apre una trattativa con il primo cittadino per un eventuale ingresso in una maggioranza in cui oltre ad essere presenti Fratelli d’Italia e dall’esterno la Lega di Salvini, rimangono ben rappresentati punti di vista non propriamente sensibili alla tutela del territorio e dell’ambiente.
Questo cambio di paradigma è giustificato da un generico “per il bene di Sutri“ e con un giudizio sostanzialmente positivo dell’operato del Sindaco.
Oggi apprendiamo dagli organi di stampa che il Sindaco ha nominato Lillo di Mauro (che non è mai stato iscritto A Rifondazione Comunista) Vicesindaco al posto di Felice Casini.
In considerazione da quanto descritto il Circolo di Sutri del Partito della Rifondazione Comunista esprime tutta la sua ferma ed intransigente contrarietà a questa operazione destinata a non produrre alcun beneficio alla cittadinanza favorendo soltanto la già preoccupante disaffezione alla politica.