«Ricomincio da tre diceva il comico Troisi, ma a Tarquinia c’è poco da ridere, – comunicano il Dr. Gian Piero Baldi, Presidente Associazione “Bio Ambiente cura e salvaguardia del territorio di Tarquinia e dell’ Alto Lazio” e Medico ISDE (Medici per l’Ambiente) insieme a Simona Ricotti, Responsabile Settore Energia Forum Ambientalista – si ricomincia da capo. Infatti il progetto biogas / biometano recentemente bocciato alla chiusura dell’istruttoria AIA (Autorizzazione Integrale Ambientale) della Regione Lazio, esce dalla porta e rientra dalla finestra!

“Consorzio Pellicano” cambia veste, si trasforma in nuova società “Pellicano S.r.l.” e diviene quindi proponente un nuovo progetto, sostanzialmente identico al precedente appena bocciato, per la realizzazione di un’industria insalubre di prima classe, quindi in cima alla lista della tipologia di industria potenzialmente inquinante. Il vecchio progetto biogas è stato bocciato all’AIA nell’agosto scorso, dopo circa sei anni di iter amministrativo. Ora invece tale ultimo progetto è stato presentato ad inizio dicembre, pubblicato sul sito della Regione Lazio il 9 gennaio e la conferenza dei servizi ci sarà il 30 gennaio p.v. e cioè in tempo record secondo olimpioniche procedure amministrative.

Non si comprende come possa la “nuova” società proponente (stesso presidente, stessa ubicazione, quasi stesso nome ….) richiedere, senza passare “monopolicamente” dal VIA (Valutazione Impatto Ambientale), di attivare una nuova conferenza dei servizi di AIA finale autorizzativa per la costruzione di una vera e propria industria a digestione batterica anaerobica di rifiuti organici (Forsu) e precisamente di circa 30.000 tonnellate / anno.

Ma una domanda sorge spontanea: se è vero che Tarquinia produce circa 3.500 t/a e quindi conferirebbe per un decimo la nettezza organica necessaria al digestore, che vorrebbero sempre collocare egualmente al vecchio progetto nel cuore prettamente agricolo della cittadina Etrusca, le altre 27.000 t/a da dove proverrebbero ?

Gli Etruschi staranno sicuramente rivoltandosi nella tomba.

Vale la pena di ricordare che oltre duemila cittadini a suo tempo firmarono una petizione di contrarietà a questo progetto industriale supportati dalle associazioni Bio Ambiente e Forum Ambientalista, le quali hanno lottato strenuamente per oltre 5 anni partecipando a molteplici conferenze dei servizi presso il Comune di Tarquinia, la provincia di Viterbo e la Regione Lazio vincendo la lotto contro l’impianto, definitivamente boccIato dalla Regione con la determinazione G10396 del 13 agosto 2018.

Anche ora non staremo a guardare questa nuova ingiustizia proposta per Tarquinia e per i Tarquiniesi tutti. Noi ci saremo sempre e con lo stesso nome».

 

 

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