«L’Istituto San Benedetto fonda l’Alternanza Scuola Lavoro sull’intreccio tra tipologia di scuola (Liceo Scienze Umane ad opzione Economico-Sociale), scelte educative del Nostro Istituto, personali esigenze formative degli studenti e attenzione alle caratteristiche del tessuto sociale proprie del territorio di Tarquinia.

Per questo motivo – si legge in una nota della Prof.ssa Maria Grazia Catone, Coordinatore delle Attività Didattiche – ha rinnovato le convenzioni con il Polo Museale del Lazio e i Beni Culturali per offrire ai propri studenti esperienze lavorative all’interno del Museo Nazionale Tarquiniense, presso Palazzo Vitelleschi, e nell’area della Necropoli etrusca in via Ripagretta.

A partire da questo anno scolastico l’offerta formativa si arricchisce di due nuove importanti collaborazioni finalizzate all’applicazione diretta delle Scienze Umane e alla maturazione dell’identità personale.

Il Progetto “ Conoscere altre età ” sottende due diversi moduli rivolti uno alla Scuola dell’Infanzia, Marcantonio Barbarigo, chiamato “ Ti aiuto a crescere ”, l’altro alla Casa di Riposo, Marchesa Ferrari, denominato “ Ti faccio compagnia ”.

Gli alunni dell’Istituto interagendo con i bambini della scuola dell’Infanzia potranno maturare le competenze necessarie per aiutarli a consolidare le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive.

Con gli ospiti della Casa di Riposo potranno, invece, sviluppare le capacità relazionali in un contesto diverso dall’usuale e riflettere, conoscere e prendere consapevolezza dell’esistenza di un’età della vita troppe volte sconosciuta ai ragazzi di oggi.

La qualità e la serietà dei servizi proposti sono legati alla fiducia che il territorio ripone da anni nei confronti del Nostro Istituto affidando la formazione dei propri ragazzi alla nostra comunità scolastica.

Pertanto l’Istituto San Benedetto continua ad onorare la tradizione educativa pluriennale, che lo caratterizza dal 1937, e al contempo si mostra al passo con i tempi e si rinnova aprendosi a nuovi orizzonti pedagogici».

 

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