«Leggiamo con piacere – scrivono i Moderati e Riformisti Tarquinia – che il Pd di Tarquinia, dopo lungo dibattito interno, è pervenuto da ultimo alla determinazione con la quale ha deciso di aprirsi alle altre forze politiche di area ed ai movimenti civici per dare vita ad un “campo democratico”.
In verità, come Moderati e Riformisti, noi avevamo palesato tale necessità sin dal mese di dicembre dello scorso anno, manifestandola pubblicamente in una sorta di piccolo “manifesto” di indirizzo politico che non aveva certo la presunzione di essere il Vangelo, ma che aveva l’unico intento di sollecitare da subito l’apertura di un cantiere programmatico sul quale confrontare idee e progetti per la città.
Da troppo tempo sollecitiamo la necessità di andare oltre se stessi, di avere coraggio, di lanciare una sfida che sappia parlare un linguaggio nuovo, capace di intercettare un mondo, quello del civismo, dell’associazionismo, del volontariato, che da tempo anche a Tarquinia aspetta di essere rappresentato.
Non vogliamo certo avere la presunzione di dirci precursori di chissà che cosa, ma fatto è che nei mesi successivi quell’opportunità è diventata ovunque un’esigenza improcrastinabile, ed i recenti accadimenti delle elezioni in Abruzzo ed in Sardegna, la manifestazione di Milano e finanche le primarie del pd, sono lì a ricordarci quanto forte sia sentito oggi il bisogno di confronto, di apertura, di superamento dell’”io” per ritrovare insieme un’unità valoriale e di idealità collettiva.
In politica però, si sa, i tempi sono importanti, e non sempre a marzo si può fare ciò che si poteva fare a dicembre. E soprattutto non si può creare un campo comune se non si decide in comune anche chi sarà il custode del campo.
Diversamente, la disponibilità alla condivisione di quel campo potrebbe sembrare solo volta alla ricerca di qualche portatore d’acqua che possa contribuire ad annaffiare un terreno di per sé piuttosto inaridito. Magari poche gocce, certo, come quelle che possono versare il nostro od altri movimenti. Ma come si dice, “a goccia a goccia si fa il mare”».