TARQUINIA – Tornano nella lizza della c.d. Torre di Dante, splendido cortile a cielo aperto a Piazzale Europa, le conferenze di archeologia subacquea organizzate dalla STAS con la collaborazione della ASD Assonautica Tarquinia “Giuseppe Maffei” e il patrocinio del MIBACT e dell’Ente Università Agraria di Tarquinia, che tanto riscontro di pubblico hanno avuto negli anni passati per una disciplina relativamente giovane che riesce ad affascinare sia perché in mare sia perché ha portato a spettacolari scoperte scientifiche.
Sei appuntamenti con cadenza settimanale, ogni giovedì tra luglio ed agosto: tanti gli argomenti ma con un’attenzione particolare alla costa tarquiniese e in generale tirrenica, grazie alle testimonianze di diverse epoche che si conservano sia sulla linea di battigia che in mare; altro tema trattato sarà quello della navigazione antica e le tecniche di ingegneria costruttiva navale, e secondo una tendenza già avviata nei passati incontri si parlerà anche di importanti cantieri di scavo e di restauro subacqueo nel Mediterraneo.

Ad aprire questo nuovo ciclo, che vedrà protagonisti importanti studiosi anche di fama internazionale, sarà giovedì 9 luglio alle ore 21.00, il professor Francesco di Gennaro: prima ispettore poi dirigente del Ministero, è stato direttore del Museo Nazionale d’Arte Orientale ‘Giuseppe Tucci’ e del Museo Nazionale Preistorico Etnografico ‘Luigi Pigorini”; Soprintendente dell’Archeologia della Calabria, dell’Archeologia dell’Abruzzo, dell’Archeologia del Molise (ad interim); dopo la riforma è stato Soprintendente per l’Archeologia, le belle arti e il paesaggio dell’Abruzzo e, infine, Soprintendente per l’Archeologia, le Belle Arti e il Paesaggio delle province di Sassari e Nuoro; ha insegnato Antichità italiche all’Università degli Studi di Cassino e ha al suo attivo oltre 280 articoli scientifici e monografie.

“Il litorale tarquiniese e la nascita degli stati in Etruria (XI – X sec. a.C.)” questo il titolo della conferenza che mira a chiarire quanta importanza abbiano avuto i contatti oltremare per la nascita delle città d’Etruria, con particolare riferimento alla costa tarquiniese come hanno dato conferma anche i materiali rinvenuti protostorico dell’isolotto di Tavolara, reperti villanoviani di produzione locale che parlano dei rapporti tra le due sponde del Tirreno e da cui sembrerebbe che a colonizzare le coste della Sardegna furono proprio gli Etruschi di Tarquinia.

Naturalmente verranno messe in atto tutte le accortezze volte a limitare la diffusione del Covid 19.