Via Pirgi, parallela a doppio senso di marcia essendo la prima parallela del lungomare dei Tirreni, ha il fondo che reclama un’adeguata manutenzione. Il fondo stradale è completamente screpolato, in alcuni punti è deformato, e vistose buche rendono la circolazione pericolosa.

A tal proposito per conoscenza di tutti, considerando che tutte le auto montano cerchi in leghi, ogni volta che una ruota incappando in una buca o su accentuate malformazioni, rischia di perdere aria e quindi vede calare di pressioni il pneumatico interessato, deve quindi ricorrere alla specifica officina più vicina nel più breve tempo possibile per ripristinare lo stato ottimale della pressione delle ruote onde non comprometterne definitivamente la loro durata.

E’ veramente assurdo e non più tollerabile che un’arteria così importante, per l’intero Lido, sia lasciata in un accentuato degrado sotto gli occhi di tutti, con tutti i rischi che ne conseguono.

In questo contesto va sottolineato anche la precaria situazione di altre vie come Via Axia, lo stesso viale del Porto Clementino e delle stesse piste ciclabili gravemente danneggiate dalle radici dei pini, ed ogni giorno che passa, diventano sempre più deformate e, in alcuni punti, diventano quasi impraticabili.

Molti, specialmente i villeggianti estivi, si domandano: ma di questo bellissimo Lido. C’è qualcuno che se ne occupa!? Eppure esso porta ricchezza economica nelle casse del Comune! E’ vero che tutti hanno preso atto e plaudono che è stata rifatta l’infrastruttura della pubblica illuminazione sul lungomare dei Tirreni, ma nel resto dell’agglomerato urbano si vedono ancora i lampioni con le vecchie ed obsolete lampade a vapori di mercurio e similari.

La gente riflette: curare il Lido non si può ridurre alla sola realizzazione di una parziale nuova illuminazione! È anche manutenzione della viabilità, potatura dei pini che hanno rami secchi, senza dimenticare, che anche le molte aree di parcheggio a pagamento, hanno necessità di essere ammodernate, e rese più adeguate alle nuove normative sulla sicurezza, almeno meno polverose.

Pietro Brigliozzi

Articolo precedentePaesaggi dell’Arte, due spettacoli in anteprima assoluta
Articolo successivoTarquinia, cattivo odore sul lungomare