TUSCANIA Proprio in questi giorni è finalmente avvenuta la pubblicazione del tanto atteso volume “Il Leone di Valvidone”, scritto dagli autori Alessandro Tizi, Stefano Bocci e Riccardo Fioretti, con il patrocinio della Provincia di Viterbo, del Comune di Tuscania e con il supporto determinante del Gruppo Archeologico Città di Tuscania.

La prima stampa del libro si è da poco conclusa ed in pochi giorni sarà disponibile a quanti desiderano conoscere approfonditamente la lunga e appassionante vicenda di una delle sculture più belle e importanti della storia etrusca. La lunga ricerca, iniziata nel 2000, raggiunge così il suo principale obiettivo: quello di riportare, seppur idealmente, questa superba opera d’arte a Tuscania, dopo un’assenza lunga oltre un secolo.

Il volume, che costituisce il primo quaderno della collana “Oltre lo Scavo”, progetto di studio ad ampio raggio inaugurato nel 2017 dall’associazione tuscanese, svela i dettagli ed i segreti di una storia avvincente e sconosciuta ai più, eliminando finalmente inesattezze ed errori e sciogliendo enigmi costruiti ad arte dai protagonisti del tempo. Una profonda riflessione sull’importanza archeologica e storica del Leone di Valvidone, di cui viene definitivamente localizzata la sepoltura di provenienza nelle campagne a sud di Tuscania, dove venne rinvenuto nel lontano 1860.

Ma i tre autori allargano lo sguardo, come viene peraltro enunciato nel capitolo iniziale del libro, dedicato alla metodologia di ricerca e di studio, al panorama per certi aspetti desolante della comunità di Tuscania tra la metà e la fine dell’Ottocento. Una cittadina percorsa da fiorenti commercianti d’antichità e raggiunta dalla lunga ombra del direttore del Museo Archeologico di Firenze, Luigi Adriano Milani, uno dei principali artefici della dispersione del patrimonio archeologico tuscanese.

L’avidità dei suoi cittadini, le divisioni interne e l’astio fra gli amministratori fecero il resto. Un libro avvincente e ricco di spunti di riflessione per comprendere ciò che rappresentava un’opera così monumentale per i suoi committenti (la famiglia tardo-etrusca dei Neaznas) e come venne accolta la sua scoperta a Tuscania nel XIX secolo. Eroi e vittime della storia si intrecciano e si confondono in un turbine di avvenimenti che porta alla nascita dell’Italia unita.

I tre autori, Alessandro Tizi, Stefano Bocci, Riccardo Fioretti, assicurano che i lettori non resteranno delusi e commentano che presto una nuova ricerca raggiungerà la sua conclusione. Il Gruppo Archeologico Città di Tuscania fa sapere, attraverso il suo vicedirettore Franco Livi, che si sta organizzando la conferenza di presentazione del volume, alla quale parteciperanno studiosi e archeologi di importante rilevanza nel panorama accademico italiano.

Per ora è possibile acquistare il libro, i cui ricavi verranno utilizzati completamente dall’associazione per le proprie attività, direttamente presso la sede in via G. Cerasa, 3, tutti i giovedì pomeriggio e presso alcune attività commerciali di Tuscania, oltrechè online presso le maggiori piattaforme di ecommerce italiane ed internazionali.

 

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