A Tuscania, nello spazio espositivo della Chiesa di San Lorenzo dal 3 al 18 agosto, tutti i giorni: 17.00/20.00, sabato e domenica: 11.00/13.00 – 17.00/20.00, la manifestazione L’Arcano in Noi.

L’Associazione Culturale Magazzini della Lupa propone  le opere degli Artisti: Omero Angerame, Giuseppe Ansovino Cappelli, Valerio Bacciolo, Luigi Ballarin, Lauretta Barcaroli, Massimo Bardelli, Romeo Battisti, Toni Bellucci, Angelisa Bertoloni, Andrea Biffi, Manuela Cannelli, Enrica Capone, Lamberto Caravita, Tonina Cecchetti, Pippo Cosenza, Maria Cristina Crespo, Bruno Cristallini, Massimo De Angelis, Petra De Goede, Lucia Di Miceli, Gerardo Di Salvatore, Ellen G., Giacomo Falcinelli, Riccardo Fioretti, Carla Francucci, Maty Galafate, Mariella Gentile, Luigia Granata, Benedetta Jandolo, Ambra Loreti, Lughia, Stefan Luz, Mirna Manni, Enrico Miglio, Luigi Moriggi, Lucia Paese, Cecilia Piersigilli, Lorella Pittavini, Simona Poncia, Caterina Prato, Eliana Prosperi, Francesco Pujia, Achille Quadrini, Sisto Righi, Rodolfo Roschini, Simona Salvuccelli Ranchi, Marilena Scavizzi, Salvo Seria, Antonio Sorace, Patrizia Taddei, Maria Grazia Tata, Marijcke Van Der Maden.

Più d’ogni altro alimento il motore umano si nutre di conoscenza; quella conoscenza che, presa forma nell’accompagnare e guidare l’istinto di sopravvivenza, si converte, una volta soddisfatti i bisogni primari, in inesauribile desiderio di sapere in chi conduce la propria esistenza con intensità e consapevolezza.

E’ l’ambiente il principale oggetto d’indagine per società che nei secoli sono cresciute nella presunzione di poter dominare la terra, se non addirittura condizionarne il divenire.

In ragione di ciò l’umanità crea le categorie e sistematizza tutto in recinti mentali idonei a favorire incroci, alchimie ed algoritmi funzionali anch’essi alla presunta capacità di ridurre a formula la complessità dell’esistente.

Un procedere su basi razionali che dell’umano misconosce la fondamentale componente emozionale e sensitiva cui fanno capo attese ed ancestrali paure.

E così, mentre l’organizzazione sociale lavora al controllo del mondo di superficie, l’individuo, nel suo sentire più intimo, soffre in solitudine dell’impossibilità di accedere al trascendente, a ciò che non è visibile, a ciò che più non è e a ciò che sarà. Frustrazione e senso di impotenza caratterizzano un quotidiano segnato da pressanti, profondi e ineludibili interrogativi sull’esistenza.

Nell’impossibilità di relazionarsi direttamente con ciò che sensorialmente non può essere percepito, nel corso dei secoli proliferano rituali finalizzati a ottenere risposte da esseri, situazioni o cose chiamate a svolgere un ruolo di mediazione.

Da una parte la scienza ufficiale indaga il mondo fenomenico; dall’altra una miriade di scienze dell’occulto (l’alchimia, l’astrologia, la magia, la teurgia, la negromanzia, le percezioni extrasensoriali, lo spiritismo, la divinazione, etc.) che cercano risposte in connessione con il pensiero simbolico.

In questo ambito di attività il mazzo di carte occupa, per i suoi numerosi e diversi impieghi, un posto davvero speciale. Strumento di gioco, e come tale di apprendimento e d’affinamento continuo delle capacità intellettive, viene ad essere poi utilizzato quale medium per relazionarsi con l’inconscio, con il trascendente, per indagare il futuro, la salute, l’amore ed il successo così come per rivolgersi al passato interrogando le anime dei defunti. Le carte dunque, ed in specifico i Tarocchi per la loro valenza altamente simbolica, sono lo strumento per eccellenza più rappresentativo dell’accesso alla conoscenza in ogni sua declinazione.

Contraddistinti da semi, numeri e Arcani, le carte assumono nomi diversi a seconda del tempo e dei luoghi, pronte ad accogliere figure nuove che vanno a rimodulare ogni precedente scala di valori. Ad uso e consumo di comunità circoscritte, i Tarocchi sono spesso vere e proprie opere d’arte, rappresentazioni allegoriche che si avvalgono di figure ancorate alle tradizioni locali ed all’immaginario collettivo.

Con “L’ARCANO IN NOI” i protagonisti sono l’Arte e i Tarocchi. Ogni artista invitato è presente con un’opera ispirata agli Arcani Maggiori. Ad alcuni di essi la carta da interpretare è stata assegnata, altri hanno potuto liberamente sceglierla, altri ancora hanno lasciato che ne emergesse una “originale” dai propri mondi interiori. E così sono in esposizione cinquanta figure non organicamente strutturate, casuali, ripetute, svincolate da gerarchie e chiavi di lettura concatenanti.

Se la funzione dei Tarocchi è quella di essere strumento a disposizione di chi ad essi si rivolga per disvelare l’arcano, insolitamente in questa circostanza ci troviamo di fronte ad opere che danno accesso unicamente all’intimità dell’artista.

Assegnati, scelti o plasmati per l’occasione, cinquanta “personaggi” ci consentono di andare ben oltre la loro mera rappresentazione offrendoci segnali che ci lasciano percepire dell’autore quei mondi e quegli aspetti sommersi dei quali talvolta non ha egli stesso piena coscienza.

Emblematiche di storie vissute o soltanto vagheggiate, abbiamo di fronte, ed è questa la magia dell’Arte, immagini che, affrontate con il giusto sentire, ci danno immediato accesso a quanti per vocazione mettono in scena l’arcano che è in loro.

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