Paolo Toscanelli

Della famiglia Toscanelli di Tuscania fu il celebre Paolo di cui scrisse nel 1883  Giuseppe  Di Lorenzo che “questi incoraggiò e confortò Cristoforo Colombo ad intraprendere il viaggio per la scoperta di un nuovo mondo, gli diede una carta per guida di navigazione ed una lettera che  Ferdinando Colombo pubblicò nella vita del grande navigatore suo padre”.

Anche l’avvocato e storico  Secondiano Campanari – scrive Mauro Loreti –  approfondì nel 1854  che “quel famoso astronomo che fu Paolo Toscanelli corresse le tavole toledane o alfonsine  (astronomiche)ed eresse in Firenze nel 1468 il celebre gnomone della (cattedrale della diocesi) metropolitana per determinare i punti solstiziali e le variazioni dell’eclittica ed inviò al Colombo quella carta da navigare e quelle lettere che Ferdinando Colombo pubblicò della vita del grande navigatore suo padre, con che meglio lo confortò ad entrare nel periglioso cammino, altra aggiungendone a Ferdinando Martins canonico di Lisbona, che pel re Alfonso V la dimandava ,intorno a’ viaggi che allora tentavansi per mari disusati od incogniti. Né tacerò che il padre del grande astronomo , cui Firenze ebbe a medico più anni, fu natio di Toscanella donde non so per quale cagione emigrasse. … Il Colombo avendo partecipato al Toscanelli l’ispirazione di andare alle Indie dalla banda d’occidente, egli v’applaudì e gli mandò una carta del mondo ove le Indie erano situate rispetto alla Spagna  con le innumerevoli isole che obbediscono al gran Kan.” Paolo a Firenze fu  medico, astronomo, cosmografo, studioso e geografo; era nato a Firenze nel 1397 da Domenico di Piero  e da Bartolomea , lì studiò matematica  e geometria col maestro Giovanni Dell’Abaco, a 18 anni fu a Padova con il fratello Piero per studiare  fino al 1824 matematica, filosofia e medicina e fu compagno di studi del tedesco Nicola Cusano , filosofo ed astronomo che, in seguito,  dedicò “ ad Paulum magistri Dominici Phisicum florentinum” il suo trattato  “De trasfomationibus geometricis” . Conseguì il titolo di dottore in medicina e, tornato a Firenze, approfondì gli studi scientifici. Collaborò con l’architetto Filippo Brunelleschi e con altri studiosi. I suoi studi astronomici sono dimostrati dalle osservazioni esatte e dai calcoli delle orbite delle comete. Lo gnomone di cui scrisse il Campanari è presso la cattedrale di Firenze, Santa Maria del Fiore, dal 1468. E’ una grande meridiana con il foro gnomonico a 90 metri di altezza.  Il navigatore ed esploratore genovese Cristoforo Colombo , prima di partire, chiese i consigli di Paolo che conosceva molto bene gli scritti dell’astronomo Tolomeo, i resoconti del viaggiatore e mercante Marco Polo ed aveva informazioni continue dal viaggiatore italiano Nicolò Conti.  Interrogava spesso  i viaggiatori che provenivano dalle sorgenti del Tanai (il DON in Russia) , discuteva con gli etiopi,  con un viaggiatore dall’India. Il 25 giugno 1474 il Toscanelli scrisse al canonico Ferdinando Martins di Lisbona e spiegò che si poteva arrivare da ovest all’isola di Cipangu ed al Cathay : “ Molto mi piacque intendere la dimestichezza che tu hai con il tuo serenissimo e magnificentissimo  Re (Alfonso V del Portogallo). E quantunque altre volte io abbia ragionato del brevissimo cammino che è di qua alle Indie, dove nascono le specierie (spezie), per la via del mare, il quale io tengo più breve di quel che voi fate per Guinea , tu mi dici che Sua Altezza vorrebbe ora da me alcuna dichiarazione o dimostrazione acciocché s’intenda e si possa prendere detto cammino . Laonde, come ch’io sappia di poter ciò mostrarle con la sfera in mano e farle vedere come sta il mondo; nondimeno ho deliberato per più facilità e per  maggiore intelligenza dimostrar detto cammino per una carta, simile a quelle che si fanno per navigare.  E così la mando a Sua Maestà e disegnata di mia mano, nella quale è dipinto tutto il fine del ponente, pigliando da Irlanda all’austro insino al fin di Guinea, con tutte le isole che in questo cammino giacciono; per fronte alle quali dritto per ponente giace  dipinto il principio delle Indie, con le isole e i luoghi dove potete pervenire: e quanto  dal polo artico vi potete discostare per la linea equinoziale, e quanto spazio, cioè in quante leghe potete giungere a quei luoghi fertilissimi d’ogni sorte di specieria e di gemme e pietre preziose  .Non abbiate a maraviglia, se io chiamo il Ponente il Paese, ove nasce la specieria, la quale, comunemente dicesi che nasci in Levante: perciocché coloro che navigheranno al ponente, sempre troveranno detti luoghi in ponente; e quelli che andranno per terra al levante sempre troveranno detti luoghi in levante.”   Nell’altra lettera si legge. “ A Cristoforo Colombo, Paolo fisico salute. Io ho ricevuto le tue lettere con le cose che mi mandasti, le quali io ebbi per gran favore; e stimai il tuo desiderio nobile e grande bramando tu di navigar dal Levante al Ponente come per la carta che io ti mandai, si dimostra; la quale si dimostrerà meglio in forma di sfera rotonda. Mi piace molto che ella sia bene intesa e che detto viaggio non sol sia possibile, ma vero e certo, e di onore, e guadagno e di grandissima fama appresso tutti i cristiani di modo che quando si farà detto viaggio sarà in regni potenti ed in città abbondanti: cioè di ogni qualità di specierie in gran somma e di gioie in gran copia. Ciò sarà caro, eziandio, a quei Re e Principi che sono desiderosissimi di praticare e contrattare con cristiani di quei nostri paesi, si per esser parte di lor cristiani e si ancora per aver lingua e pratica con gli uomini savi e d’ingegno di questi luoghi, così nella religione come in tutte le altre scientie, per la gran fama degli imperi e dei reggimenti che hanno di questa parte per le quali e molte altre che si potrebbono  dire, non mi meraviglio che tu, che sei di gran cuore, e tutta la nazione portoghese, la quale ha avuto sempre uomini segnalati in tutte le imprese, sii col cuore acceso ed in gran desiderio di eseguire detto viaggio.” Paolo gli mandò una mappa nautica ed il grande navigatore genovese la portò con sé nel primo viaggio verso ovest, avendone completa fiducia. Il figlio di Cristoforo, Fernando, lodò Paolo Toscanelli come il vero padre dell’idea grandiosa di navigare verso le Indie dall’occidente. Egli fu amico anche di Leon Battista Alberti  tanto che questo gli dedicò una sua opera “Intercenales”. Si occupò  di agricoltura e delle miniere di Montecatini e di Volterra  dalle quali si estraevano rame, salgemma, alabastro e fluidi geotermici. Ebbe contatti culturali con Filippo Brunelleschi . Nel 1892 lo storico Cesare De Lollis scrisse che “ è diritto e dovere della critica concludere che il vero precursore di Colombo più che i piloti portoghesi, inoltratisi oltre le Azzorre  per appena qualche centinaio di leghe, fu Paolo Toscanelli.”  Nel 1898 sulla “Revue des Revues” scrisse:”Qui  a découverte l’Amérique? Christophe Colombe et Paolo Toscanelli. Selon nous Toscanelli fut l’inspirateur de Colomb dans ce sens que fut lui qui, indirectement d’abord (innanzitutto), et puis directement, suggéra  et persuada à Colomb la possibilité de la navigation transatlantique.” Morì  nel 1482. Nel 1496 nella chiesa di Santa Maria del Riposo in Toscanella, oltre ad altre famiglie, anche  gli eredi di Paolo , i  Toscanelli dal Pozzo,   vollero  far scolpire il loro stemma con il pozzo,   la caratteristica della loro abitazione in Firenze, avendo collaborato ,anche economicamente,  alla costruzione del tempio rinascimentale di scuola brunelleschiana nella loro città di origine.