“Non ci sono carcasse di cani o di altri animali di affezione morti nella zona dove nei giorni scorsi si è svolto il rave party abusivo nel territorio del comune di Valentano in provincia di Viterbo, in quanto proprio in quell’area abbiamo fatto la perlustrazione mercoledi 19 agosto alle ore  14 dove abbiamo trovato solo due giovani con il loro cane vivo ed in buone condizioni di salute, e a conferma di questo anche le comunicazioni che le autorità di polizia ci avevano fatto nei giorni scorsi non parlano mai assolutamente di presenza di carcasse di animali di affezione morti, perlomeno non nel perimetro dell’area interessata direttamente al rave, sono state invece trovate due carcasse di pecore, le cui cause della morte saranno accertate in apposita sede.

Nella nostra provincia capita di ritrovare carcasse di animali compresi i cani morti magari investiti sulle strade secondarie, ma al momento nessun ritrovamento è stato fatto nella zona del rave party” A smentire le informazioni apparse nei giorni scorsi sulla stampa relative alla presenza di carcasse di cani morti di sete o di insolazione nella zona del rave party è il dottor Nicola Ferrarini responsabile del servizio veterinario dell’ASL di Viterbo durante una telefonata intercorsa stamattina alle ore 10.16 con il presidente nazionale dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente AIDAA Lorenzo Croce che si era rivolto direttamente ai vertici dell’ASL veterinaria Viterbese per avere informazioni certe dopo quanto era stato scritto sulla questione.

“Siamo felici di poter dire di aver appreso direttamente da chi era sul campo che le notizie relative ai cani morti nell’area del rave non sono confermate – scrive in una nota l’associazione animalista AIDAA- condanniamo ovviamente questa ed altre simili manifestazioni, specialmente in periodo di pandemia e tutto quello che ne è conseguito anche in termini di reati contro le persone, siamo vicini alla famiglia del ragazzo deceduto ma siamo felici di apprendere che non vi sono animali di affezione morti, mentre chiediamo chiarezza sulle cause della morte delle due pecore”.