VALLERANO – Normalmente non è nel mio stile rispondere alle esternazioni sui media del consigliere di minoranza Polidori e del suo partito attuale: Fratelli d’Italia. Articoli strumentali che tendono a cavalcare le situazioni del momento.

Questa volta faccio un’eccezione, ma solo nel rispetto della cittadinanza e non verso chi fa politica in modo distorto, non portando ad alcun risultato.

Per far comprendere – prosegue il sindaco di Vallerano Adelio Gregori – a tutti quanto accaduto rispetto alla questione Talete, è mio dovere riportare una breve cronistoria:

– L’ambito di Viterbo (ATO 1) per la sua composizione per numero di comuni e di abitanti risulta essere debole. Solo con un’ottima organizzazione e con l’ingresso di tutti i comuni della provincia, è possibile ipotizzare una piena sostenibilità del servizio;

– La società Talete SpA versa da anni in una situazione critica. Tutti abbiamo sempre lamentato il cattivo funzionamento e una qualità non soddisfacente relativamente al servizio erogato ai cittadini;

– Talete ha cercato con vari tentativi di darsi un forte management al fine di mettere in campo una progettualità mirata e sostenibile, nel breve e nel lungo periodo;

– Nel giro di pochi anni, Talete ha cambiato più volte i vertici. Gli ultimi due nomi alla guida della società sono stati l’ingegner Bossola prima e, attualmente, l’ingegner Genova;

– Non è da oggi che si parla di aumenti delle tariffe per poter accedere a finanziamenti e dare prospettiva di sostenibilità e di efficienza alla società;

– A marzo 2021 è stato nominato l’attuale amministratore unico che ha presentato un piano nel quale si evince che, con un aumento contenuto delle tariffe, sarebbe stato possibile attingere a finanziamenti e, quindi, intervenire sull’efficientamento dei servizi e della rete idrica con investimenti mirati, soprattutto nella ricerca delle perdite dell’acqua. Questo piano che, per brevità, non sto qui a citare tutto, prevede anche altre iniziative che, se realizzate celermente, porteranno a un abbattimento delle tariffe grazie alla riduzione delle perdite che permettono di ridurre i costi di dearsenificazione e defluorizzazione, fino ad azzerarli attraverso il collegamento dei nostri sistemi idrici all’acquedotto Peschiera-Le Capore.

Questo ha generato una forte discussione tra gli amministratori locali, giustamente preoccupati di avere delle garanzie su quanto proposto, consapevoli che si andava ad incidere sulle finanze dei cittadini.

Per la serietà del tema, si sono svolti diversi incontri della Consulta d’ambito dell’ATO 1. Nell’ultimo incontro del 14 maggio 2021 è stato deliberato all’unanimità (compreso il sindaco di Civita Castellana, che ne fa parte) il progetto presentato dall’amministratore unico che, ovviamente, comprendeva l’aumento delle tariffe. Allego il verbale, che è agli atti, affinché i cittadini possano valutare il comportamento tenuto dai rappresentanti di Fratelli d’Italia.

È bene precisare che oggi la maggioranza della popolazione rappresentata nell’ambito territoriale che governa il ciclo delle acque nella provincia di Viterbo è amministrata dai partiti di Centrodestra (Viterbo, Tarquinia, Civita Castellana, solo per citarne alcuni) e che gli stessi detengono la maggioranza azionaria di Talete S.p.A.

Il giorno 28 maggio 2021 si è svolta la Conferenza dei sindaci e dei presidenti delle province appartenenti all’ATO n°1 Lazio Nord – Viterbo, alla quale ci siamo presentati convinti, essendo noi persone serie, che tutte le forze politiche avrebbero mantenuto quanto approvato e deliberato nella consulta d’ambito di cui sopra.

Per me, come per altri colleghi sindaci del PD, era più facile, e sicuramente più opportunistico, votare NO o non partecipare alla Conferenza d’ATO, consapevoli che si sarebbe ottenuto lo stesso risultato. Ciò anche tenendo conto che il Comune di Vallerano, con i suoi 2.613 abitanti censiti, rappresenta lo 0,81 % degli abitanti dell’intero ATO (322.551 abitanti).

Sicuramente, se avessimo saputo anticipatamente del voltafaccia che si preparava a compiere il sindaco del Comune di Civita Castellana, avremmo potuto non votare strumentalmente il progetto, visto che io e altri miei colleghi di partito non siamo certo in grado di sovvertire le decisioni di Viterbo, Tarquinia e Civita Castellana o, comunque, giocare in pari scaltrezza, disertando la votazione.

Ma il sindaco di Civita Castellana, presente alla Conferenza, senza annunciare minimamente il voltafaccia che si preparava a fare, faceva solo presente che doveva allontanarsi per altre incombenze urgenti e che avrebbe mantenuto la presenza attraverso i mezzi telematici a disposizione.

Invece, spiazzando tutti e anche i suoi colleghi del Centrodestra, dopo che gli altri si erano già espressi positivamente, ha dichiarato il suo voto negativo, ben sapendo che era solo una furbata dal momento che tale voto non avrebbe influito sull’esito della votazione (già largamente compiuta).

È invece fondamentale sottolineare che, con i seguenti modesti aumenti tariffari (il 7% 2020 su 2019, 3,3% 2021 su 2020, 1,8% 2022 su 2021 e 1,7% 2023 su 2022), abbiamo mantenuto la possibilità di ottenere un finanziamento dell’Autorità nazionale di regolazione per l’Energia, Reti e Ambiente (ARERA), attraverso la Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali (CSEA), per circa 40 milioni di euro. Soprattutto, possiamo essere inseriti nel piano nazionale degli acquedotti che, con finanziamenti dell’ordine dei 200 milioni di euro, potrà condottare acqua potabile al nostro ATO dall’acquedotto del Peschiera-Le Capore. Ciò ci consentirà di dismettere, in un prossimo futuro, gli impianti di dearsenificazione e defluorizzazione che impegnano quasi un terzo dei proventi tariffari (circa 10 milioni di euro/anno).

Quanto sopra descritto è l’ennesima dimostrazione della differenza che intercorre tra chi vede la politica per l’interesse della collettività rispetto a chi la vede solo per la conquista di qualche consenso, ben sapendo che un voto negativo, oltre a far perdere l’accesso ai finanziamenti sopra detti, avrebbe comportato l’obbligo di Talete S.p.A. di chiedere all’ARERA la diffida ad adempiere e, in caso di reiterata inerzia dell’ATO, l’approvazione diretta da parte dell’Autorità.

Pertanto, in risposta alle esternazioni di Polidori (ex Casapound) e al suo partito, dico che le battaglie si fanno nei luoghi dove si decide e sempre con chiarezza, mentre loro sono abituati a un comportamento non consono alla politica, mettendo in scena uno spettacolo indecoroso che mira a conquistare consensi con atteggiamenti scorretti.

Questa è un’ennesima dimostrazione che, durante gli incontri a riflettori e a telecamere spente, ci diciamo alcune cose che, puntualmente, vengono stravolte poi in pubblico o sulle colonne dei giornali.

Il sindaco di Vallerano