A seguito del comunicato del Sindaco in merito ai dati della raccolta rifiuti, il Gruppo Consiliare CasaPound Italia comunica delle precisazioni al riguardo.

«Nonostante abbia millantato da parte nostra una polemica sterile e prettamente politica, ci teniamo a ribadire che la minoranza deve fare opposizione nel giusto, volta sempre alla tutela dei cittadini, grazie alla quale siamo riusciti di nuovo a far emerger, in tempo, un errore di cifre che era stato pubblicato sulla raccolta dei rifiuti».

“Quello che non accettiamo da parte del Sindaco è il fatto che debba scaricare sul gruppo di opposizione i problemi interni – dice il Consigliere Polidori – come se fossimo stati noi a inventarci i dati o a renderli noti su un sito di un ente governativo.

Se l’ISPRA ha pubblicato questi dati difformi o parziali non è un nostro problema, anzi, perché mai non avremmo dovuto darli per buoni visto che tramite questi numeri vengono fatte le premiazioni ai comuni più ricicloni?

Inoltre, se veramente il Sindaco vuole tutelare i Valleranesi che si sono sentiti offesi dagli articoli usciti, oltre che scusarsi, dovrebbe farlo nelle sede opportune, perché se i dati che sono in suo possesso sono quelli reali ovviamente è stato fatto un danno all’immagine di Vallerano che non può passare inosservato.

Poi, se il problema è che dal 2012 non si comunicavano i dati a chi di dovere, quella è un’altra cosa, altrettanto grave, ma che dovrebbe risolvere internamente.

Sarebbe pertanto opportuno capire le motivazioni –continua Polidori- per cui un ente ministeriale, quale l’ISPRA, abbia raccolto e fornito dati differenti da quelli riscontrati dall’ente che si occupa della raccolta e smaltimento rifiuti a Vallerano, la Gea S.r.l..

Per tutta risposta il Sindaco ha fornito delle tabelle, redatte dalla Gea stessa, relative agli anni 2015, 2016, 2017 e 2018, il 2014 non è pervenuto, dove sono presenti delle percentuali che andremo a verificare nel dettaglio, prendendo anche visione dei costi di gestione e di spesa della raccolta rifiuti.

Per avere maggiore chiarezza sull’accaduto chiederemo anche all’ISPRA-conclude Polidori- da dove ha estrapolato i dati presenti sul loro sito visto che sono così diversi da quelli pubblicati dal Comune.”