Seconda piazza per il perugino Paolo Pergolari, terza la lucchese Giulia Neri

Domenica pomeriggio la biblioteca comunale ha ospitato l’affollata cerimonia di premiazione della nona edizione del Premio Amerino, concorso nazionale di letteratura dedicato al racconto breve organizzato dall’associazione culturale Poggio del Lago in collaborazione con il Comune di Vasanello e con il patrocinio di Regione, Provincia e Università della Tuscia.

È stata contestualmente presentata l’antologia che raccoglie i dieci racconti finalisti, “Quaderni Amerini n° 9”, edita dal Gruppo Editoriale Albatros-Il Filo.

Il podio più alto è andato al napoletano Giuseppe Sorrentino con il racconto “La lettera di Spinoza”, che la giuria ha reputato di premiare per “la drammatica suggestione con cui è resa la fatica di crescere del Libero Pensiero, da tutti più o meno agognato ma da pochi davvero perseguito.

Se va bene ricevendo in cambio isolamento e pubblico ludibrio, a volte pagandone lo scotto fino alle estreme conseguenze. Siamo nel ristretto limbo dei martiri di questa eterna battaglia, dove il protagonista del racconto, Baruch Spinoza, ebreo olandese della metà del Seicento, ben si attaglia all’epica dei Giordano Bruno, Erasmo da Rotterdam, Tommaso Campanella: giganti tra loro non lontani nel tempo che al pari di Spinoza gettarono le basi al Secolo dei Lumi.” A premiare Sorrentino il sindaco Antonio Porri.

Ad accaparrarsi la seconda piazza Paolo Pergolari, di Casiglione del Lago (PG) con il racconto “Scala B”, premiato per “la capacità di descrivere appieno più quotidianità senza mai perdere il filo del racconto. Ecco così districarsi da un pezzo di condominio due storie che sono la storia di tutti, se vogliamo, visto che a pochissimi è dato nascere e camminare nella vita senza il travaglio di doversi inventare di giorno in giorno il futuro.

Ecco allora Anna, giovane sognatrice che cerca un principe azzurro che le renda meno dura l’invalidità del padre e il brutale lavoro senza sbocchi della madre. Ecco Augusto il muratore, tutto casa e lavoro, stanco fino al midollo di una vita miserevole. Talmente spossato che pur di non avere più pensieri…” A consegnare il premio l’assessore alla cultura Luigi Stefanucci. Per inciso Pergolari, alla sua terza partecipazione all’Amerino, ha vinto nell’edizione 2015 ed è giunto terzo nel 2016.

Terza classificata la giovanissima lucchese di Montecarlo Giulia Neri con il racconto “Mutevoli equilibri”, premiato per “la mirabile descrizione degli stati d’animo di chi si cerca o vuole ritrovarsi osservando semplicemente la bellezza che lo circonda. Non soltanto di paesaggi rurali o metropolitani, ma soprattutto nei microcosmi che tanto contribuiscono alla veduta d’insieme: piante, uccelli, i gorghi di un fiume che tanto ricorda l’incedere del tempo e della vita. Il tutto frammisto a un’introspezione struggente, alla feroce consapevolezza dell’ineluttabilità delle cose e di come siano gli stati d’animo a farci scegliere una strada piuttosto che un’altra. Noi, così insoddisfatti e per questo perennemente ostaggio di mutevoli equilibri.” A consegnare il premio Giorgia Grasso in rappresentanza del Gruppo Editoriale Albatros-Il Filo.

Quarti classificati ex aequo: “Nutella e stelle cadenti”, Vanes Ferlini, Imola (BO); “Ai miei occhi”, Giovanna Potenza, Napoli; “Acquaforte”, Roberto De Angelis, Capranica (VT); “La signorina Giovanna”, Corrado Portelli, Padova; “Ma per fortuna è una notte di luna”, Franco Di Leo, Luino (VA); “Il negriero”, Saverio Maccagnani, Reggio Emilia; “Judenfrei”, Alessio Pracanica, Milazzo (ME). Presidente della giuria il musicista e letterato Gabriele Campioni supportato da Paola Testa, segretaria del Premio, e dai giurati Piera Cicuto (letterata), Maria Luisa Di Marco, (editrice), Massimo Fornicoli (psicologo), Maria Giuseppina Libriani (letterata), Ardelio Loppi (giornalista), Sandro Ricci (letterato).

Commenta con il tuo account Facebook
Print Friendly, PDF & Email