Con una nota ufficiale fatta pervenire a noi genitori in data 28 Marzo, ci viene presentata la soluzione agli aumenti tariffari, approvati unilateralmente il 18 Marzo scorso. Gli aumenti delle tariffe dell’asilo nido comunale restano invariati, di contro viene dimezzato il costo del buono pasto che passa da 4,16 euro a 2,08 euro che dev’essere aggiunto alla retta mensile.

Questa soluzione penalizza fortemente le famiglie che per necessità economiche e lavorative scelgono il part time; per queste famiglie gli aumenti restano e sono consistenti, vanno da 60 a 120 euro mensili.

L’intervento sui buoni mensa dimostra – ci scrivono Giuliani Alessio, Grassi Gloria, Veneri Cinzia, Mihai Crina, Mirela Monti, Consuelo Bracaccini, Valentina Tomassini, Roberto Giugliano Stella e Troili Marta – che gli aumenti approvati erano ingiustificati come dicevamo e non erano dovuti ad un aumento dei costi, oppure il prezzo che veniva pagato prima per i buoni era eccessivo? Delle due una!!

L’amministrazione comunale ha prima deciso gli aumenti, poi ha irriso e sbeffeggiato noi genitori in consiglio comunale, ci hanno accusato di strumentalizzare i bambini ed ha poi chiesto un confronto dal quale, nonostante le tante proposte, è riuscita a partorire questa ulteriore ingiustizia. La malafede e l’arroganza con cui è sono stati approvati questi aumenti hanno persino generato epurazioni di chi si è opposto in maggioranza e le giustificazioni degli aumenti addotte sono state poi smentite dai fatti.

Le famiglie penalizzate sono quelle potenzialmente più svantaggiate, mentre ora le rette dei bambini che fanno orario full time sono addirittura più basse di prima. Questo è il paradosso di un’operazione fatta e nata male.

Non riusciamo a capire la logica di questi provvedimenti; con un confronto preventivo sarebbe stato possibile correggere queste storture, mentre ora la frittata è fatta. Molti di noi si trovano alle strette, costretti ad accettare gli aumenti per non creare disagi ai bambini; molti altri non si espongono per non essere additati di far parte di questo o quell’altro schieramento. In fatto è certo, lo Stato e la Regione Lazio adottano provvedimenti per favorire le famiglie riconoscendo l’importanza, sancita anche dalla Costituzione, degli asili nella crescita e formazione dei bambini, mentre il Comune di Vetralla va nella direzione opposta, è palese che qualcosa non va.

Questa mezza marcia indietro arriva grazie alle proteste di noi genitori che abbiamo indotto l’amministrazione comunale a ripensare agli errori fatti, il risultato è parziale e comunque molto deludente.

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