VETRALLA – “Si è svolta venerdì 14 luglio, presso la sala consiliare del Comune di Vetralla, la presentazione del libro “Libere tutte”, con la presenza delle due autrici: Giorgia Serughetti, ricercatrice all’Università di Milano-Bicocca e Cecilia D’Elia, assessore alle politiche sociali del II° municipio di Roma.

Al tavolo dei relatori la presidente del consiglio comunale di Vetralla, Giulia Ragonese e la nostra Rita Rovella. Un saluto è stato portato dall’assessore ai servizi alla persona, Anna Maria Palombi. Abbiamo parlato della condizione della donna nel Lazio, a Vetralla e in tutta Italia, dove la violenza di genere continua a mietere le sue vittime, come le tristi cronache di questi giorni ci continuano purtroppo a raccontare.

“Su temi vivi e controversi che riguardano i corpi femminili, come la prostituzione, la gestazione per altri, l’uso del velo islamico, si diffonde la tentazione di risposte repressive e punitive. Il femminismo del Novecento ha prodotto un cambiamento irreversibile, ma nel nuovo millennio le lotte delle donne non sono finite.” – sostengono le due autrici – “La libertà femminile vive nel mondo, ma si scontra con resistenze e paternalismi di ogni sorta. Come riconoscere, difendere e promuovere l’autodeterminazione in un tempo in cui l’avanzata di forze conservatrici e integraliste mira a controllare la sessualità delle donne e la riproduzione, mentre il mercato cerca di trarne profitto? C’è ancora bisogno di femminismo.

Questa parola, che alcuni hanno archiviato troppo presto, ritrova oggi il suo significato di battaglia per la libertà. Per tutte le donne. E per tutti gli uomini che vogliono camminare con loro.”

È necessario, per questo, continuare a lottare per liberare le donne dalla paura, in un paese che assiste inerme all’uccisione di due donne ogni tre giorni, 120 dall’inizio dell’anno risulta sempre più necessaria una presa di posizione forte e decisa delle istituzioni tutte per un cambiamento culturale, che deve partire, anche e soprattutto da realtà periferiche e spesso lasciate nel dimenticatoio come spesso sono i paesi della provincia, lontani dai riflettori dei media tradizionali in cui la violenza viene sottaciuta e vissuta come una vergogna personale. Questo non deve più essere, perché se toccano una toccano tutte e per questo vogliamo “Libere tutte”: dalla paura, dalla violenza e dal ricatto”.

Associazione Battiti

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