«Ieri alle elezioni del Presidente, della Giunta e del Presidente del Consiglio della Comunità dei Montana dei Cimini è andato in scena uno strano siparietto nostrano.

Ad attendere i consiglieri di Vignanello, a loro totale insaputa, un accordo programmatico, firmato da un esecutivo formalmente non ancora eletto ma ben stabilito dalla Santa Alleanza.

L’accordo – comunica l’Amministrazione Comunale di Vignanello – prevede tre principi chiave di cui, in particolare, il secondo fa riferimento a “Uno stretto legame con le amministrazioni comunali” attraverso un quotidiano confronto con i sindaci.

Tra gli esclusi e messi di fronte al fatto compiuto ci sono gli amministratori del comune di Vignanello.

Altro che collaborazione!

Trattasi in realtà di vero e proprio patto segreto finalizzato a tenere fuori probabilmente (anzi certamente) i comuni non allineati…non si capisce bene a cosa.

Era tuttavia curiosamente ben informato il consigliere di minoranza di Vignanello, firmatario del documento carbonaro, il quale, spiega con dichiarazione, di aver firmato l’accordo in quanto legittimato dalla metà del consenso elettorale dei cittadini che dice di rappresentare, dimenticando però di aggiungere che metà dell’elettorato è veramente poca cosa per chi aveva con sé tutto il firmamento politico e tutti i poteri forti.

Ma, al di là di questo, … non dovrebbe un consigliere tutelare gli interessi del proprio paese?

Non poteva che essere un voto contrario quello espresso invece dai Consiglieri Mauro Mastrangeli e Andreocci Giacomo, perché la loro presenza lì deve essere rappresentativa, nella forma e nella sostanza, di tutta cittadinanza vignanellese e non di una sola parte.

Facciamo comunque i nostri auguri ai neo eletti presidente e giunta scelti a tavolino e prendiamo atto del metodo, non senza dire che “Il modo ancor ci offende” e ci disgusta… Oltremodo».

 

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